“La vera forza politica siamo noi. Continuiamo ad attendere che sia una leadership politica ad assumere decisioni ma tutto dipende da noi”. Lo sottolinea Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati e autrice di Quando il mondo dorme. Storie, parole e ferite della Palestina, ospite a Calitri dello SponzFest. Sottolinea come “dal governo italiano nulla sia stato ancora fatto”, punta l’indice contro le responsabilità della Leonardo nelle bombe lanciate su Gaza, chiede ad amministrazioni comunali, istituzioni e cittadini di fare la loro parte, boicottando il made in Israel e interrompendo ogni tipo di rapporto diplomatico e commerciale con lo Stato Israeliano. “Non ha senso – ribadisce consegnarmi la cittadinanza onoraria se poi non si fa nulla per contrastare il disegno di Israele”. Sottolinea come non sia corretto “parlare di impotenza, né di guerra, ci troviamo di fronte ad un paese occupante e a un territorio occupato, ecco perchè difendiamo il diritto dei palestinesi all’autodeterminazione, a decidere del proprio destino”. Il suo è un appello ad abbattere barriere e ricostruire l’umanità “Poichè la Palestina ha rivelato finalmente chi siamo in termini di società e democrazia”. Un appello rilanciato con forza da Vinicio Capossela e dagli altri relatori, a partire dal parroco ompegnato nella campagna “Ponti e non muri” di Pax Christi Don Nandino Capovilla e Betta Tusset, autori del libro Sotto il cielo di Gaza, ferma denuncia del genocidio in atto in Palestina. Insieme a loro Enrico Calamai e la giornalista Francesca Fornario.
Calamai pone l’accento su un’Europa che “ha causato la sofferenza del mondo intero, scoprendo nuove terre solo per sfruttarle. Noi occidentali cerchiamo di dominare il mondo ma ci sta sfuggendo di mano e questo crea una serie di gravi squilibri. L’umanità l’abbiamo persa da tempo, sono pochi gli uomini di buona volontà. Manca una forza politica che sostenga questa volontà di tanti. Facciamo in modo che l’Onu riesca a svolgere appieno il proprio ruolo. Dobbiamo uscire dal nostro recinto e comunicare, capire le ragioni della pace, che quanto accade a Gaza riguarda ciascuno di noi”, Tusset ricorda come “non si possano ridurre a semplici numeri i 60.000 morti di Gaza, rievoca le storie dei bambini, degli uomini e delle donne uccisi e spiega come unica strada sia quella di tornare a quanto sancito dal diritto internazionale”. Don Nandino ricorda come “l’opinione politica sia più avanti della politica. Lo dimostra la partecipazione a una manifestazione come quella di Venezia a favore della Palestina e ricorda con amarezza come lui stesso sia stato espulso da Israele, perchè considerato sgradito al governo. Non solo Gaza, non solo dove governa Hamas – continua Don Nandino Capovilla – non dal 7 ottobre 2023, ma prima e dopo, in tutto il Territorio palestinese occupato si sta compiendo un preciso disegno di pulizia etnica iniziato con la Nakba del 1948, un tassello di quel colonialismo di insediamento alla base del sionismo. Tutto questo poteva e può essere fermato e non lo stiamo facendo, o non abbastanza: possiamo smettere di inviare armi a Israele, possiamo costringerlo al rispetto del diritto, a lasciare che le agenzie Onu, coordinate da Ocha, tornino a soccorrere una popolazione stremata; possiamo renderci conto che finchè non finisce l’occupazione è assurdo e ipocrita ripetere il ritornello dei “due popoli, due stati”. Possiamo chiedere davvero una pace nella giustizia, risoluzioni Onu alla mano”. Mentre il sindaco di Calitri Michele Di Maio ricorda come “Calitri abbia già scelto da che parte stare, lo dimostra la richiesta sancita dal Consiglio Comunale di mettere fine al genocidio e interrompere qualsiasi rapporto con Israele, di sostenere l’appello di Francesca. Noi vogliamo fare la nostra parte”.