Giovedì 29 gennaio, alle ore 10, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, sarà presentata alla stampa l’“Assemblea degli esterni” della Democrazia Cristiana, convocata per i giorni 27 e 28 marzo ad Avellino.
In quelle date la Dc con Rotondi promuove un’“Assemblea degli esterni” sul modello di quella convocata da Flaminio Piccoli nel 1980, che segnò un momento di apertura del partito al contributo di idee e di pensiero provenienti da intellettuali, imprenditori e attori pubblici esterni, spesso distanti dalla tradizione della Democrazia Cristiana.
“Anche oggi ci troviamo di fronte a uno snodo analogo: allora si trattava di salvaguardare l’esperienza della Dc; oggi, semmai, di riproporla in forme nuove. Oggi come allora, i chierici della politica non bastano: serve di più”, spiega il deputato Gianfranco Rotondi.
“È necessario un momento pre-politico. Si è parlato a lungo del come riorganizzare una forza democratico-cristiana e, ancor di più, del dove collocarla: a destra, a sinistra, da sola al centro. Noi riteniamo invece preliminare sottoporci a una verifica più radicale: abbiamo ancora qualcosa da dire che giustifichi l’esistenza di un “nostro” partito?
Non è una domanda retorica. Vogliamo capirlo davvero.
Un nuovo partito di laici cattolici ha senso solo se è capace di esprimere contenuti nuovi, se è in grado di battersi per temi e valori che altri partiti ignorano o trascurano.
È per questo che l’Assemblea degli esterni di Avellino non prevede tavole rotonde, ma una serie di interventi di dieci minuti, uno dopo l’altro, da parte degli invitati, tutti chiamati a rispondere alla stessa domanda, che costituisce il tema dell’assemblea:
‘Cattolicesimo politico: abbiamo ancora qualcosa da dire?’
Gli interventi saranno registrati e successivamente raccolti in un volume.



