Non solo servizi, ma partecipazione alle scelte. È da questa richiesta che è partito, ad Avellino, il sesto incontro territoriale promosso da Cesvolab – Csv Irpinia Sannio Ets, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti della Campania. L’appuntamento, ospitato al Circolo della Stampa di Corso Vittorio Emanuele II, si inserisce nel percorso che conduce all’Assemblea elettiva degli organi sociali ed è stato dedicato a un tema centrale per le aree interne: “Welfare, co-programmazione ed economia sociale. Il protagonismo del volontariato nello sviluppo territoriale”.
Non un convegno celebrativo, ma una tappa di ascolto e confronto. Sei incontri in un territorio ampio per raggiungere associazioni socie e non socie, in vista del rinnovo delle cariche e della definizione delle linee di lavoro per i prossimi tre anni.
Il presidente del Csv Irpinia Sannio Ets, Raffaele Amore, ha riportato il dibattito su un piano concreto, quello dei bisogni quotidiani e delle risposte possibili. «Sicuramente, sotto il profilo sociale, il Terzo Settore dà una mano a sopperire a tutta una serie di questioni che purtroppo lo Stato non riesce ad affrontare. Partiamo dal socio-sanitario, ma anche dalla promozione dei nostri borghi e delle nostre tradizioni: sono tutte attività affidate al Terzo Settore e contribuiscono al welfare delle nostre aree interne».
Il nodo, però, non è soltanto cosa si fa, ma come si decide di farlo. «Molto spesso le associazioni vengono utilizzate solo nel momento del bisogno, quando bisogna promuovere qualcosa, ma non vengono coinvolte nella fase di programmazione. Per rendere le nostre associazioni più efficaci ed efficienti su tutto il territorio, bisogna iniziare a fare coprogettazione e coprogrammazione insieme: pubblico, privato e Terzo Settore».
In alcune realtà, il volontariato ha già superato il confine del supporto. «Il problema non è che rischia: in alcune aree questa situazione la viviamo già. Il punto è capire come invertire questa tendenza, perché il volontariato deve sostenere lo Stato in alcune attività, non sostituirlo».
Il percorso proseguirà ora verso l’assemblea elettiva del 28 febbraio a Gesualdo. «Abbiamo promosso questi sei incontri territoriali per raggiungere tutte le nostre associazioni, socie e non socie, e definire insieme quale sarà il nuovo percorso che il CSV vuole mettere in campo nei prossimi tre anni», ha concluso Amore.
Un passaggio ordinario nella vita di un ente, ma anche un momento di verifica sulla qualità del dialogo tra istituzioni, associazioni e comunità. Nelle aree interne, dove i servizi spesso si diradano, il tema non è teorico. È concreto e riguarda la tenuta sociale di un territorio.



