“In Consiglio regionale ci sarà bisogno di un’opposizione autenticamente di sinistra, di qualcuno che si batta per i diritti di chi lavora, per la sanità pubblica, per l’ambiente e per i beni comuni, contro le privatizzazioni e contro la corruzione”. A ribadirlo con forza Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista. A lui il compito di chiudere la campagna elettorale di Campania Popolare a sostegno del candidato Giuliano Granato, presso la sede di Limina Teatro. “La destra, certamente – prosegue Acerbo – non può svolgere questo ruolo di opposizione. Fico, al momento, mi appare piuttosto debole, di qui il rischio che un vecchio sistema di potere si rigeneri. Proprio per questo sarà necessaria una presenza come quella di Campagna Popolare. Ecco perchè invitiamo a votare per il presidente Giuliano Granato in una lista autenticamente di sinistra. Non bisogna temere di essere schiacciati dalla cosiddetta logica del “voto utile”. Acerbo chiarisce come “Tutti sanno che la vittoria di Fico è data per scontata. Il vero problema, infatti, è stabilire se in Consiglio vi sarà qualcuno in grado di rappresentare una sinistra combattiva oppure no. Credo che questa presenza potrà essere utile anche allo stesso Fico con tutti i “marpioni” che verranno eletti nel centrosinistra, sarà importante che ci sia qualcuno con la schiena dritta, capace di dare voce a istanze popolari e realmente di sinistra. In questo senso, quella presenza potrebbe rivelarsi utile perfino a lui”
A partecipare all’incontro conclusivo anche Tony Della Pia, storico esponente di Rifondazione “La cosiddetta idea di “voto utile”, oltre a essere un atteggiamento antidemocratico, è anche concettualmente sbagliata: tutti i voti sono utili, perché la democrazia si fonda sulla pluralità. Ecco perchè non può esistere un voto più “utile” di un altro. È vero che il sistema elettorale maggioritario ha innescato questo meccanismo, ma in questa fase risulta persino fuorviante, poiché, dai sondaggi che rileviamo, Fico risulta ampiamente in vantaggio e, di conseguenza, questo presunto rischio non sussiste nemmeno nei termini pratici. Esiste, però, un’altra possibilità: quella di eleggere un comunista candidato in Campagna Popolare, un ambientalista, un pacifista, un uomo che appartiene a quella parte di società che quotidianamente lotta per i diritti, per l’emancipazione, per la dignità delle donne e degli uomini. Una voce diversa nelle istituzioni, capace di portare, la voce autentica del popolo. Il momento storico che stiamo attraversando fa paura alla comunità e rischia di essere strumentalizzato. Eppure la parola “comunista” è oggi più attuale che mai, soprattutto alla luce delle diseguaglianze crescenti, delle guerre in corso e del ritorno di gruppi e pulsioni di stampo fascista, non solo in Italia ma in molte parti del mondo. Il comunismo genuino, quello che parla di liberazione dell’essere umano, di diritti, di dignità, di un’altra società possibile, alternativa al capitalismo, è oggi più attuale che mai. È evidente che non ci riferiamo al comunismo che ha generato regimi autoritari: lo abbiamo sempre affermato con chiarezza. La nostra fondazione comunista è nata proprio su questo principio. Già nel 1991 sostenevamo che i regimi autoritari sono stati la negazione stessa del comunismo, perché il comunismo è altro: è liberazione dell’uomo, è gioia e felicità condivisa, è affermazione di diritti e di una dignità diffusa e collettiva”.
Sono quindi i candidati Michela Arricale e Arturo Bonito a prendere la parola “È stata una campagna – spiega Arricale – nel corso della quale abbiamo compiuto un vero e proprio viaggio nel tempo, più che un viaggio geografico. In alcuni territori sembra che la realtà si sia fermata, o addirittura sia tornata indietro di trenta o sessant’anni, a un’epoca in cui non esistevano la ferrovia, le infrastrutture, le strade. Ecco perché un voto per Campagna Popolare è un voto che serve a invertire questa tendenza: un voto che impegna la Regione a una programmazione economica realmente orientata ai bisogni delle persone, e non agli utili di chi eroga i servizi. È questo il perno fondamentale da rovesciare, per tornare ad avere una Campania proiettata verso lo sviluppo, capace di garantire un benessere quotidiano a tutti i suoi abitanti”. Lo sottolinea anche Arturo Bonito “Abbiamo affrontato moltissime problematiche e incontrato tantissime persone. Molte di loro non ne potevano più del sistema della Regione Campania, non ne potevano più del trasformismo. Hanno osservato lo scenario in campo e, nelle nostre proposte, in molti si sono riconosciuti, proprio perché abbiamo dichiarato con chiarezza la volontà di rompere il sistema e di modificare l’impostazione, sia teorica sia pratica, dell’approccio alla politica: mettere al centro, prima di tutto, i bisogni reali dei cittadini e strutturare i servizi non in funzione dell’utile economico, ma in base alle necessità concrete delle persone”.
Non ha dubbi Arricale quando le chiedono da dove partire “I diritti sociali: la casa, i trasporti, il diritto all’istruzione, il lavoro. E, soprattutto, una lotta ferma e determinata contro il lavoro nero e il lavoro sottopagato. E’ necessario partire da qui per restituire dignità alle persone, perché la sicurezza non si costruisce con le bombe o con l’aumento delle spese per le armi, ma garantendo a tutti l’emancipazione dal bisogno: casa, lavoro, scuola, sanità, strade. Le cose più semplici, quella vera semplicità che è, in realtà, la più difficile da realizzare. I temi centrali sono dunque sicuramente questi, in particolare per l’Irpinia”. Sulla stessa linea Bonito “Parliamo di una sanità territoriale e di prossimità, del potenziamento delle linee di trasporto, di un incremento dei collegamenti per i lavoratori, di servizi costruiti su misura dei bisogni dei cittadini. E poi, soprattutto, il tema dell’acqua, che per noi è centrale: abbiamo ribadito con forza la volontà della gestione pubblica e la richiesta di una proroga trentennale all’ente idrico per garantire la gestione pubblica di Alto Calore, insieme a un grande piano di investimenti per il rifacimento delle reti idriche. Perché, mentre si parla di enormi investimenti e di grandi opere, in molti comuni dell’Alta Irpinia, dell’Irpinia centrale e della Basilicata, l’acqua continua a mancare nelle case dei cittadini”
Tra gli ospiti l’artista Pierpaolo Capovilla, che ha scelto di schierarsi a sostegno di Campania Popolare “L’arte per me è militanza, io non scrivo canzoni militanti ma canzoni d’amore per il mio prossimo, questa è politica. Non è vero che arte è arte e politica è politica. Abbiamo a cuore il futuro delle classi meno agiate. Abbiamo a cuore le nostre sorelle migranti, il socialismo e la giustizia sociale e sperequazione sociale. Se non facciamo noi queste battaglie non le fara’ nessuno”



