“È un momento della storia in cui stiamo disattendendo il messaggio di Francesco. Era un uomo di pace, ma noi oggi facciamo le guerre; insegnava ad amare tutte le creature e noi rischiamo di distruggerle; insegnava a rispettare la dignità di ogni uomo e donna, che invece spesso calpestiamo”. Così il giornalista e scrittore Aldo Cazzullo, ospite del Circolo Socio Culturale PetraStrumilia di Pietradefusi, presentando questo pomeriggio il suo ultimo libro, Francesco. Il primo italiano.
A confrontarsi con Cazzullo c’è il presidente del Circolo PetraStrumilia, Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno.
“Ho visto stamattina ad Assisi il corpo di Francesco: emana energia, forza. Mi ha molto colpito”, dice il giornalista del Corriere della Sera.
“Mi fa piacere – aggiunge – parlare di Francesco in Irpinia, dove ho un pezzo della mia famiglia: il fratello di mio padre venne qui nei primi anni Settanta ad aprire lo stabilimento della Ferrero perché erano finite le nocciole nelle Langhe. Mia cugina è avellinese”, racconta Cazzullo.
“San Francesco – continua – adorava i borghi dell’Appennino, questi luoghi scoscesi che piacevano anche a Giotto. Francesco inventò il presepe in un borgo dell’Appennino: Greccio”, spiega l’autore. “Tra l’altro, nella rappresentazione artistica esiste un legame particolare tra Francesco e la Campania: il frate aveva la barba, ma a un certo punto lo ritrassero glabro, rasato, presentabile, quasi un santo borghese. L’unico posto dove si continuò a ritrarre Francesco con la barba è Napoli, perché c’erano gli Angioini che non andavano d’accordo con il Papa. Infine non possiamo dimenticare che il più illustre francescano del Novecento è stato San Pio, al secolo Francesco Forgione, che era di Pietrelcina”.
Cazzullo sottolinea “che dobbiamo dare retta al suo pensiero, altrimenti rischiamo di auto-distruggerci. Ci ha lasciato la pace, il rispetto per tutte le creature, per la natura, per l’ambiente e ci ha spronato a prenderci cura di chi vede la sua dignità calpestata dalle crescenti disuguaglianze. Francesco mandava i suoi frati in missione e diceva loro: ‘Non fate proselitismo, date il buon esempio, comportatevi bene, rispettate gli altri e vivete secondo il Vangelo, in povertà, e parlate di Gesù’. Durante il tempo in cui ha vissuto il santo, la ricchezza era nelle mani di pochi: la stessa cosa succede oggi nella nostra società”.
“La presenza di Cazzullo, grandissimo storico, ricercatore, opinionista e saggista – conclude Piantedosi – onora tutta l’Irpinia. Oggi è una giornata importante: ricorre l’ottavo centenario della morte di San Francesco e ad Assisi c’è stata l’ostensione delle reliquie”.
Il ministro risponde ai giornalisti che gli chiedono delle prossime amministrative di primavera ad Avellino: “Il centrodestra non è in affanno. Il sindaco? Spero che sia qualcuno degno delle tradizioni importanti di una città come Avellino”.






