“Il rapporto con l’ex sindaca Laura Nargi nasce da un lungo percorso. Prima ancora delle regionali l’abbiamo sostenuta nel tentativo di salvare la città: oggi stiamo vedendo gli effetti di quasi un anno di commissariamento, frutto di scelte che hanno lasciato ai cittadini avellinesi una situazione complessa. Da qui la necessità di aprire anche ad altre forze che si stanno impegnando sul territorio”. È la posizione del consigliere regionale di Forza Italia, Livio Petitto, che parla a margine dell’incontro tra i partiti di centrodestra, convocato in mattinata nella sede cittadina di Fratelli d’Italia. Presenti il coordinatore provinciale di Forza Italia, Angelo D’Agostino; Ines Fruncillo, presidente provinciale di Fratelli d’Italia; il deputato e coordinatore della Lega irpina, Gianluca Cantalamessa; il deputato Gianfranco Rotondi, presidente della Dc; Franco De Luca, ex parlamentare e fondatore della Dc con Rotondi; Gennaro Romei, coordinatore provinciale dell’Udc; Ettore Zecchino, consigliere regionale di FdI.
Per Petitto è presto per individuare il candidato sindaco, mentre è prioritario discutere del perimetro della coalizione e di un programma per la città: “Al momento non ci sono le condizioni per larghe intese”, chiarisce. “L’importante oggi è il programma, ciò che concretamente si può fare per Avellino, con chi ha voglia di rimboccarsi le maniche e lavorare per raggiungere obiettivi concreti. Partiamo dal pragmatismo che ci insegna l’esperienza del governo nazionale, portandola sul piano dell’amministrazione comunale”.
Per quanto riguarda l’ex sindaco Gianluca Festa, che ha già annunciato di volersi ricandidare, Petitto afferma: “Da parte mia non può esserci dialogo con chi ha contribuito a portarci a questa situazione. All’epoca ho sostenuto quell’esperienza, ma oggi il blackout politico e amministrativo lo hanno pagato i cittadini”.
Il centrodestra parte dal centrodestra. Senza compromessi, per essere credibile, tutti d’accordo sul fatto che l’obiettivo sia preservare l’unità della coalizione. Da Roma ad Avellino, centrodestra unito. Il civismo appare una seconda opzione, di riserva, rinunciando ai simboli ma non all’identità. Con il centrosinistra non si ragiona insieme.
Secondo D’Agostino, infatti, è “fondamentale l’unità del centrodestra: faremo tutto il possibile per restare compatti. Non vedo particolari difficoltà: questo è il primo incontro e siamo disponibili a qualsiasi tipo di confronto. Sono convinto che una sintesi si troverà”.
Su Nargi, D’Agostino conferma la posizione di Petitto: “Ha partecipato alle regionali con Forza Italia, quindi in qualche modo è parte del ragionamento sulla città di Avellino. Se in passato ha espresso contrarietà a sedersi a un tavolo con il centrodestra, si tratta di valutazioni iniziali. L’obiettivo è costruire una squadra condivisa; poi il candidato dovrà essere scelto unitariamente”.
Coalizione di partito, ma un sindaco civico è possibile. Può essere Nargi ma anche Francesco Pionati. “Il candidato deve essere la sintesi di una proposta politica che guarda all’esperienza di governo come modello da declinare sul territorio”, sottolinea Fruncillo: “Ogni aspirazione personale è legittima, soprattutto per chi ha ricoperto ruoli apicali, ma quando si costruisce una sintesi ciascuno deve rinunciare a una parte delle proprie ambizioni”. Insomma, non è detto che sia Nargi. “Siamo convinti – spiega – che oggi parta un percorso nuovo per il centrodestra. L’unità è un valore da tutelare prima ancora delle esigenze dei singoli partiti. Avellino, tornando sul candidato sindaco, ha bisogno di una guida nuova, forte, credibile e autorevole, capace di rappresentare una filiera istituzionale solida e una visione di sviluppo futuro, restituendo al capoluogo il ruolo di riferimento per tutta l’Irpinia”.
Sul modello di coalizione, Fruncillo precisa: “Civismo? L’identità non è solo nei simboli, ma nei valori e nel perimetro della coalizione, che è chiaramente di centrodestra. Chi dialoga con noi, anche nel mondo civico, sa di confrontarsi con i rappresentanti provinciali di Fratelli d’Italia, Forza Italia e degli altri partiti della coalizione. Questa proposta nasce dentro il centrodestra. Chiunque sia portatore di un interesse collettivo può rappresentare un valore aggiunto”.
Rotondi ribadisce la necessità dell’unità della coalizione: “Come diceva Sullo, le notizie politiche durano 24 ore. Non conta ciò che è successo due anni fa: oggi il centrodestra è unito, combatte e cerca una soluzione, e sono convinto che la troverà. Alle elezioni amministrative i cittadini chiedono una cosa sola: un candidato credibile, onesto, capace e competente, che sappia parlare a tutta la città. Non esiste un candidato di destra o di sinistra, ma una persona in grado di interpretare i bisogni dei cittadini. Per questo, anche in una città storicamente orientata a sinistra, può vincere il candidato opposto se esprime una figura di forte caratura. Questa è la scommessa del centrodestra. Le larghe intese? Le fa l’elettorato. Oggi abbiamo partiti strutturati e una classe dirigente presente sul territorio: sarà questa a scegliere unitariamente il candidato”.
Infine Cantalamessa, che definisce l’incontro “un segnale positivo”: “Questa riunione è importante perché riunisce tutte le forze del centrodestra. È già un segnale politico significativo. Discuteremo di programmi e di politica, perché Avellino ha bisogno di un vero progetto politico, aperto anche al mondo civico. Non mancano buoni amministratori, manca la politica. Vogliamo offrire una proposta seria e alternativa, che si distingua nettamente dalle logiche clientelari del centrosinistra. La candidatura apicale dovrà essere il frutto di una sintesi: il nome migliore, capace di rappresentare il centrodestra e dialogare con il civismo, sempre nell’interesse esclusivo dei cittadini”.



