Gerardo Capodilupo, presidente uscente della Federazione irpina del Pd irpino, lei sarà tra i partecipanti a Manifattura delle Idee, iniziativa che si terrà a Firenze il 27 e 28 febbraio, organizzata dall’eurodeputato Pd Dario Nardella: nasce una nuova area del Pd?
Manifattura delle Idee è un’iniziativa del Pd che però guarda oltre il perimetro del partito, coinvolgendo tutto il centrosinistra, forze civiche e amministratori provenienti da tutta Italia. L’obiettivo è costruire un’alternativa credibile al governo di destra, che sta dimostrando uno scollamento sempre più evidente e dannoso rispetto alle comunità locali. A Firenze saranno presenti sindaci, parlamentati, eurodeputati italiani e internazionali, tra cui anche il sindaco di Atene e quello di Marsiglia. L’idea è lanciare una sfida che tenga insieme Europa, Italia e aree interne, mettendo al centro i territori e le loro esigenze, riconnettere la politica con la società, creando uno spazio libero di confronto per condividere proposte per il Paese. Non si tratta della nascita di una nuova corrente pd ma di un laboratorio di idee per rafforzare il centrosinistra e costruire un programma nuovo e condiviso.
A Firenze lei sarà coordinatore del forum tematico dedicato alla circolarità, alla rivoluzione verde e alla sostenibilità. Quali proposte per l’Irpinia?
Coordinerò uno degli undici forum tematici in programma il 28 febbraio. Porterò le istanze delle aree interne dell’Irpinia. Penso, ad esempio, al tema dell’eolico: proprio ad Aquilonia si è discusso recentemente di pianificazione energetica. Le aree interne hanno diritto a partecipare alla transizione ecologica, ma nel rispetto del paesaggio e dell’identità dei territori. Non possiamo accettare che l’Irpinia venga ridotta a mero bacino energetico senza una visione equilibrata. C’è poi il tema del Piano Paesaggistico Regionale, su cui sarà necessario aprire una riflessione seria. Il Pd deve farsi portavoce di queste istanze, per unire le amministrazioni locali e tutelare il territorio.
Un’altra priorità riguarda la capacità di spesa dei Comuni. Spesso il problema non è la mancanza di risorse, ma la carenza di personale tecnico in grado di predisporre atti e progetti. Una proposta concreta potrebbe essere la creazione di task force di tecnici a supporto delle amministrazioni, soprattutto per quanto riguarda i lavori pubblici. Abbiamo parlato molto di aree interne in campagna elettorale: ora bisogna passare dalle parole ai fatti.
Ad Avellino si sta celebrando il congresso provinciale del Pd, che dovrebbe tenersi entro il 28 febbraio: i tempi sembrano stretti.
Siamo in una fase di stallo, anche a causa delle scadenze ravvicinate e delle incombenze legate alla presentazione della lista per le provinciali. Questo ha inevitabilmente rallentato il percorso congressuale. Stiamo lavorando per una soluzione unitaria. L’unità, però, non si impone né si subisce: si costruisce. Serve dialogo, serve il riconoscimento di una leadership ma anche la tutela delle minoranze. Oggi la soluzione unitaria è l’unica strada percorribile e va ricercata con serietà.
Alle amministrative di Avellino e Ariano Irpino il “campo largo” è il modello di alleanza? È una prospettiva concreta?
Il campo largo non è una suggestione: è già un perimetro politico definito. In questa tornata elettorale il simbolo del Pd sarà presente sia ad Avellino sia ad Ariano e sarà il perno dell’alleanza.
Abbiamo dirigenti e amministratori che hanno ottenuto risultati importanti alle regionali e sono convinto che sapranno gestire al meglio questa fase. Tuttavia dobbiamo imparare dagli errori del passato: dal 2018 in poi, alle amministrative di Avellino, abbiamo sempre perso. Questo significa che qualcosa non ha funzionato. Serve una guida stabile, con visione e connessa alla filiera istituzionale, in particolare alla Regione.
L’indicazione del candidato sindaco di Avellino spetta al Pd?
Prima ancora del nome serve un metodo. La politica è metodo, è regole condivise. Il Pd ha la forza per esprimere un candidato sindaco autorevole, ma bisogna stabilire prima come arrivare a quella scelta. Le regole devono essere chiare per tutti. Il tempo, però, non è infinito: non possiamo permetterci ulteriori ritardi.



