Con un’ordinanza ad hoc la sindaca di Avellino Laura Nargi ha revocato, con decorrenza immediata, la precedente ordinanza sindacale con la quale, il 31 ottobre scorso, “si disponeva il divieto temporaneo di prelievo ed utilizzo a qualsiasi fine, compresi gli usi a scopo zootecnico ed irriguo, delle acque del torrente Rio della Guardia, nonché di emungimento ed utilizzo dell’acqua dei pozzi privati, autorizzati e non, insistenti lungo il torrente stesso, che attraversa il territorio di Avellino nel tratto a valle dell’attraversamento della via contrada Sant’Eustachio-Pennini”. Il provvedimento scattò a causa della presunta “presenza di contaminazione di inquinanti di natura organica e fecale”. Dalle analisi effettuate dall’Asl è emerso il cessato pericolo, e quindi “essendo venuti a mancare i motivi di carattere contingibile ed urgente che ne hanno imposto l’adozione”, l’ordinanza viene revocata.
L’intervento del Comune di Avellino si era reso necessario dopo la segnalazione del circolo cittadino ‘Alveare’ di Legambiente, protocollata in Comune il 22 ottobre scorso. L’associazione ambientalista chiedeva “interventi in contrada Sant’Eustachio, a seguito di sversamenti di liquami provenienti dalla vasca di raccolta delle acque reflue relativa alla lottizzazione Alfa Immobiliare”. Da qui l’interessamento anche dell’Asl e in particolare del dipartimento di prevenzione pubblica, che già il giorno dopo, il 23 ottobre, comunicò che nel corso del sopralluogo effettuato nell’area “in direzione di contrada Pennini… nei giorni immediatamente
precedenti era intervenuto uno spurgo per lo svuotamento della vasca e alcuni operai avevano ripulito le aree circostanti dalla melma e dai liquami”.
L’Asl ispezionò poi le zone attigue “senza che si riscontrassero particolari criticità dal punto di vista igienico-sanitario”. In una successiva nota del 30 ottobre, sempre l’Asl aggiunse: “Rispetto al sopralluogo del 22 ottobre si riscontrava uno sversamento di liquami dalla vasca di raccolta delle acque reflue a servizio delle villette facenti parte dell’agglomerato residenziale, in direzione Pennini, che confluiva nelle cunette della strada, in prossimità di terreni agricoli fino ad immettersi nel torrente della zona, le cui acque, cautelativamente non vanno utilizzate ad uso irriguo… Per quanto sopra sommariamente rappresentato, trattasi di un grave inconveniente igienico-sanitario”.
Da qui la necessità della prima ordinanza sindacale, in attesa di ulteriori e più approfondite indagini. Il 12 novembre il Comune ha chiesto all’Arpac-Dipartimento Provinciale di Avellino, “di effettuare un’attività di campionamento per il torrente ‘Rio della Guardia’… causa possibile presenza di contaminanti di natura organica e fecale”. Lo stesso giorno i tecnici Arpac hanno effettuato un campionamento, insieme ai tecnici del Settore Tutela Ambientale e Politiche Energetiche del Comune di Avellino”; e il 3 dicembre è arrivato l’esito: l’Arpac evidenzia che “le analisi eseguite sul campione prelevato non hanno evidenziato irregolarità”.