Nel corso del 2025 la Corte dei Conti in Campania ha definito circa cinquanta giudizi, accertando un danno erariale complessivo pari a quasi 80 milioni di euro. Un dato che evidenzia una flessione nel numero dei procedimenti, in parte riconducibile agli effetti dello “scudo erariale” introdotto durante l’emergenza pandemica.
Il bilancio dell’attività è stato illustrato da Michele Oricchio, presidente della sezione giurisdizionale regionale, alla vigilia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario che si terrà a Napoli. “La cerimonia cade in un momento particolare – ha osservato – perché siamo nella piena attuazione di una riforma radicale consacrata dalla legge n. 1 del 2026».
Oricchio ha assicurato che la nuova disciplina sarà applicata con rigore, pur ammettendo l’emersione di alcune criticità sin dalle prime fasi attuative. Il tratto distintivo della riforma è rappresentato da una riduzione degli ambiti del giudizio di responsabilità amministrativa. La legge, infatti, introduce una definizione normativa di “colpa grave” e stabilisce un tetto alla risarcibilità del danno, con la conseguenza che l’eventuale quota non recuperabile dal responsabile finirà per gravare sulla collettività.
Lo “scudo erariale” è rimasto in vigore fino al 31 dicembre scorso. Nato – ha ricordato Oricchio – per favorire la ripresa economica, è stato poi prorogato per sei anni. Per cinque anni e mezzo, in particolare, non è stata configurabile la responsabilità per danno erariale a titolo di colpa grave per le condotte attive, mentre la responsabilità è rimasta per quelle omissive. «Una logica del risultato a tutti i costi – ha aggiunto – che probabilmente ha prodotto danni non perseguibili».
Proprio sul protrarsi di questa esenzione di responsabilità, la sezione campana della Corte dei Conti aveva sollevato una questione di legittimità costituzionale.
Quanto all’applicazione della legge n. 1 del 2026, Oricchio ha evidenziato come siano emerse da subito diverse problematiche interpretative. Tra queste, quella relativa all’obbligo assicurativo, il cui termine di entrata in vigore è stato differito al gennaio 2027 dal decreto Milleproroghe.






