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Da Alessio Boni a Lina Sastri e Buccirosso, dalla prosa alla comicità, il Partenio riparte con la nuova stagione. Caradonna: peccato per la mancata sinergia col Gesualdo

“La richiesta di teatro è forte in città e in Irpinia. Lo dimostrano i 400 abbonati della scorsa stagione al Partenio e i sold out ottenuti per quasi tutti gli spettacoli. Peccato non si sia riusciti a portare avanti una sinergia con il Teatro Gesualdo che, per le dimensioni degli spazi, consente di accogliere una maggiore varietà di spettacoli. In questo modo l’offerta del Partenio sarebbe stata integrata dal cartellone del Gesualdo. Qualche amministratore ha scelto di interrompere un rapporto di collaborazione con il Teatro Pubblico Campano che durava da oltre venti anni, senza riuscire a ottenere gli stessi risultati. Con il rischio che, se dovesse cadere l’amministrazione, il Gesualdo resti chiuso il prossimo anno”. A sottolinearlo Antonio Caradonna del direttivo del Teatro Pubblico Campano in occasione della presentazione della stagione teatrale, organizzata dal Teatro Pubblico Campano, al Circolo della Stampa. Un cartellone reso possibile dal sostegno dei fratelli Pagnotta, alla guida del Partenio, che, ribadisce Caradonna, sceglie di unire “ingredienti diversi, per accontentate un pubblico eterogeneo, la commedia, il teatro di prosa amatissimo dal pubblico, la comicità partenopea. Ad alternarsi sul palco personaggi del calibro di Alessio Boni, Biagio Izzo, Carlo Buccirosso, Peppe Jodice, Sergio Assisi e Lina Sastri, per citarne solo alcuni. Siamo partiti in sordina, all’indomani del Covid, ma il pubblico ci ha sempre premiato. Il rito del teatro al Partenio ha trasformato gli spettacoli in momenti di condivisione importanti, spazi di incontro e socializzazione”. Spiega come “Abbiamo provato a proporre negli anni passati una stagione musicale ma si trattava di grandi artisti che arrivavano dall’estero e le spese relative ai concerti non erano compensate dalla risposta del pubblico”.  A Caradonna il compito di portare i saluti del direttore Alfredo Balsamo e leggere il messaggio del presidente del Teatro Pubblico Campano Francesco Somma che sottolinea la volontà di puntare su un teatro che restituisca serenità al pubblico e lo aiuti a riscoprire il valore della bellezza.

Ad inaugurare la stagione teatrale sabato 25 e domenica 26 ottobre sarà Alessio Boni, protagonista di Iliade – Il gioco degli dei. Uno spettacolo, scritto da Francesco Niccolini, riscrittura contemporanea del poema omerico, dove la guerra di Troia si fa specchio eterno delle nostre contraddizioni. Boni, anche regista insieme a Roberto Aldorasi e Marcello Prayer, guida lo spettatore in un viaggio dentro l’umano e il divino, tra potere, destino e bellezza tragica.

Ritorna il primo fine settimana di novembre, sabato 1 e domenica 2, Carlo Buccirosso con Qualcosa è andato storto, testo da lui scritto e diretto. Una commedia ironica, a tratti amara, che racconta le difficoltà di chi cerca di rimanere onesto in un mondo sempre più inclinato al compromesso.

Ancora a novembre, il 22 e il 23, e poi il 31 gennaio e il 1° febbraio, Peppe Iodice porta in scena Ho visto Maradona, spettacolo esilarante e profondo, in cui l’idolo calcistico diventa pretesto per raccontare sogni, delusioni, cadute e rinascite. Un testo scritto insieme a Francesco Burzo e Marco Critelli, diretto da Francesco Mastandrea, che fonde ironia partenopea e malinconia universale, che si fa omaggio al mondo del calcio

Il 6 e il 7 dicembre sarà la volta di Le Prénom – Cena tra amici, commedia francese di grande successo firmata da Matthieu Delaporte e Alexandre de La Patellière. Un cast di straordinario affiatamento, Aldo Ottobrino, Lisa Galantini, Alberto Giusta, Davide Lorino, Elisabetta Mazzullo, ci accompagna tra battute taglienti e riflessioni pungenti su amicizia, identità e pregiudizi, sotto la regia di Antonio Zavatteri.

Il nuovo anno si apre con due spettacoli che dialogano con la tradizione. Geppy Gleijeses, insieme a Lorenzo Gleijeses, Chiara Baffi e Peppe Lanzetta, porta in scena, il 10 e 11 gennaio, Napoli Nobilissima, due atti unici di Raffaele Viviani: Don Giacinto e La musica dei ciechi. Due perle del teatro partenopeo che raccontano un’umanità fragile e potentemente viva.

Il weekend successivo, 17 e 18 gennaio, risate assicurate con Biagio Izzo e la sua irresistibile comicità in Finché giudice non ci separi, una commedia scritta da Fornari, Maia e Sinopoli, diretta da Augusto Fornari, che riflette con leggerezza e intelligenza sulle dinamiche di coppia.

Francesco Procopio e Giancarlo Ratti saranno protagonisti, 28 febbraio e 1° marzo, di Grisù, Giuseppe e Maria, testo di Gianni Clementi che mescola ironia, tenerezza e spiritualità, sotto la regia di Pierluigi Iorio.

A marzo, 14 e 15, Sergio Assisi presenta Mi dimetto da uomo, scritto insieme a Simone Repetto. Un monologo ironico e brillante che riflette sull’identità maschile e le trasformazioni della società contemporanea.

Chiude il mese, 28 e 29 marzo, Jucature di Pau Miró, una pièce intensa e grottesca sull’amicizia, il gioco e il destino, con Antonio Milo e Adriano Falivene, diretti da Enrico Ianniello.

La stagione si concluderà in bellezza ad aprile, 11 e 12, con Lina Sastri in Voce ‘e notte, spettacolo-concerto in cui si intrecciano musica, poesia e memoria. Un omaggio alla Napoli notturna e profonda, che sa cantare anche il dolore con struggente bellezza.

La campagna abbonamenti inizierà giovedì 10 luglio con diritto di prelazione fino a venerdì 1° agosto. Dopo la pausa estiva la conferma degli abbonamenti riprenderà lunedì 8 settembre fino venerdì 12 settembre. La vendita per i nuovi abbonati inizierà giovedì 18 settembre e proseguirà fino a inizio stagione.

 

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