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Da Fontanarosa a Flumeri, protagonisti i Carri di Paglia. La tradizione abbraccia la musica con Marina Rei e Gragnaniello

Sarà l’intera comunità di Fontanarosa a prendere parte domani pomeriggio, alle 18, alla tirata del Carro, nel segno di un rito senza tempo, dedicato a Santa Maria Assunta, capace come sempre di coinvolgere l’intera comunità. L’obelisco in legno, alto 28 metri, rivestito da un addobbo ricchissimo in paglia, realizzato dai maestri artigiani e montato su un carro agricolo, percorre il Corso principale del paese tirato da due coppie di buoi e attraverso un sistema di funi, in onore della Madonna della Misericordia. La “tirata”, che si ripete ogni anno il 14 agosto, rappresenta il momento culminante di un percorso rituale iniziato dalla comunità fontanarosana già nei mesi precedenti, con la mietitura del grano, la selezione delle spighe più belle e la realizzazione delle trecce decorative per il manto di rivestimento del “carrettone” ad opera delle donne fontanarosane guidate da Pasqualino Cappuccio. Il carrettone è la base portante della macchina devozionale che si compone di un obelisco ligneo, alto 27,28 metri, suddiviso in 8 registri e rivestito da pannelli decorativi in paglia artisticamente intrecciata. Gli ultimi due registri costituiscono la cupola e sono sormontati dal tronetto su cui poggia la statua della Madonna della Misericordia.

Tra le testimonianze più significative della cultura rurale irpina, affonda le radici nei riti legati al ringraziamento per il raccolto.  La tradizione popolare identifica il carro come un ex-voto dei contadini in onore della Madonna della Misericordia per impetrare la protezione e al fine di avere un fruttuoso raccolto. Anche prima dell’avvento del Cristianesimo erano frequenti in tutta l’area mediterranea pratiche rituali basate sull’offerta di grano alle divinità, in particolare alla dea delle messi Demetra/Cerere, utili a propiziare la fertilità.

Intanto, la festa entra nel vivo questa sera con il concerto di Marina Rei, di scena con i suoi ritmi, alle 22.30, al parcheggio I maggio. Interprete, batterista e percussionista, figura di spicco nel panorama musicale nazionale, ha saputo conquistare il pubblico grazie alle sue canzoni intime e coinvolgenti. Marina ha al suo attivo 13 album pubblicati di cui 10 in studio in oltre 25 anni di carriera. Ha partecipato al Festival di Sanremo quattro volte, nel 1996 arrivando terza nella categoria Nuove Proposte e aggiudicandosi il Premio della Critica.

Domani, alle 15, in piazza Cristo Re si parte con il Jazz dei Conturband. La sera del 14 agosto di scena Enzo Gragnaniello con i suoi ritmi mediterranei e il “Veleno, mare e ammore tour”. Il 15 agosto la festa prosegue con Irene Ferrara dj dopo la mezzanotte per ballare in piazza. Il 16 agosto l’energia degli Almamegretta con il loro Sanacore tour. Il 21 agosto spazio ai Bottari di Macerata Campania.

Anche a Flumeri protagonista il grano dove la tirata del carro è in programma il 15 agosto. La Tirata del Giglio, dedicata a San Rocco, prenderà il via, alle 17, dal Campo del Giglio per raggiungere la Chiesa di San Rocco. Il timone della carretta è attaccato ad un potente trattore che ormai ha sostituito la coppia di buoi. I flumeresi impegnati nel tirare le funi, durante il trasporto dovranno dimostrare grande abilità nel guidare la monumentale struttura alta trentuno metri. Ad accompagnare la tirata i canti e i balli dei giovani. Ma sarà anche spettacolo nel segno della musica.

Il 16 agosto la scena sarà la volta di Frigento con la sfilata dei Carri covoni e dei Mezzetti
Frigento renderà omaggio alla memoria di San Rocco. I rituali seguiti sono ancora quelli di un tempo. Il simulacro del Santo viene portato in processione lungo le strade del paese la mattina del 16 agosto. Le “devote” portano sul capo i tradizionali “mezzetti”, grandi recipienti in legno che una volta contenevano all’incirca 25/30 kg di grano (simbolo di abbondanza). I “mezzetti”, che segnano simbolicamente una volontà ad elevarsi verso il cielo, sono ornati artisticamente con grano intrecciato, nastri colorati o fiori.

Una tradizione, quella legata al grano, capace di unire le comunità con l’obiettivo di ottenere il riconoscimento del patrimonio Unesco con i comuni italiani di Flumeri, Fontanarosa, Foglianise, Jelsi, Mirabella Eclano, San Marco dei Cavoti e Villanova del Battista, dislocati lungo l’Appennino meridionale, fra Campania e Molise, nelle provincie di Avellino, Benevento e Campobasso, che si sono riconosciuti come una nuova comunità patrimoniale, un’unica “comunità di rete”, nel nome delle comuni tradizioni rituali legate al grano e ai propri santi patroni.

 

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