Dallo sguardo di Mimmo Jodice a quello di Ferdinando Scianna. E’ dedicato a due maestri della fotografia l’appuntamento in programma il 28 febbraio, alle 20, al Cinema Partenio, promosso dallo Zia Lidia Social Club. Si comincia con la proiezione di “Un ritratto in movimento”, omaggio firmato da Mario Martone, un film in cui – come racconta il regista – “protagoniste sono le fotografie, un viaggio all’interno delle opere di questo grande artista, di cui ho lasciato parlare le immagini. A differenza di una volta, oggi viviamo sommersi da una moltitudine di immagini che ci sovrastano. È importante ragionare sul loro senso, sul loro valore, sul gesto che c’è dietro e sul rapporto con lo sguardo. Osservare un gigante come Mimmo Jodice è importante non solo da un punto di vista estetico, ma anche filosofico. In me ha fatto ritrovare il gusto di respirare un’immagine”. A raccontare Mimmo Jodice intellettuali e uomini di cultura con cui ha collaborato, come gli artisti Francesco Vezzoli e Antonio Biasiucci all’antropologo Marino Niola, all’architetto Stefano Boeri, alle galleriste napoletane Lucia e Laura Trisorio e Lia Rumma, fino alla moglie del protagonista, Angela Jodice che con lui ha trascorso una vita
Accanto a questo, Il fotografo dell’ombra di Roberto Andò rende omaggio a Scianna, fotografo “raccontatore”, capace di intrecciare luce e ombra, memoria e letteratura, primo italiano a essere incluso nella celeberrima Magnum Photos, fondata nel 1947 da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger. Un autore che, nel dialogo con scrittori come Leonardo Sciascia, ha trasformato la fotografia in un grande romanzo visivo, popolato di volti e storie. E fu Sciascia a rivelargli la vera natura del suo lavoro: «Tu sei un narratore» e non un documentatore scientifico. Dalla moda alla devozione popolari sulle tracce delle Feste religiose. Ad alternarsi testimonianze che hanno segnato la cultura italiana e non solo: Giuseppe Tornatore, Gianni Berengo Gardin, Dacia Maraini, Mimmo Paladino, Marco Belpoliti. Non è un album di ricordi, ma un coro che racconta l’uomo, il suo sguardo ironico e battagliero, il senso del fotografare oggi.



