“La giornata di protesta concretizzarsi in un presidio, convocata dai lavoratori dello STIR – -personale addetto al trasporto interno dei pazienti – del Moscati di Avellino con il sostegno delle organizzazioni confederali di categoria è giusta, come è legittima la richiesta del dovuto riconoscimento professionale. Gli stessi, prevalentemente operatori socio – sanitari assunti con una ditta esterna aggiudicataria della gara pubblica, nonostante il delicato lavoro che svolgono, sono inquadrati con la qualifica di ‘addetti alla movimentazione’ definizione più consona al trasporto di merci che di esseri umani, questa grave condiziona è sinonimo di disumanità nei confronti dei pazienti e dei lavoratori stessi che evidentemente operano con una qualifica non idonea alle loro mansioni e responsabilità”, Così Tony Della Pia, del Dipartimento sanità, Partito della Rifondazione Comunista – federazione Irpina
“Purtroppo questo non è un caso isolato, sovente fatti analoghi avvengono nella sanità privata e soprattutto quando il servizio è offerto da società cooperative che impongono ai loro dipendenti ” flessibilità ” dal punto di vista delle competenze , degli orari di lavoro e delle retribuzioni.
Quando constatiamo e denunciamo e’ il frutto di decenni di politiche clientelari che hanno favorito le lobby della sanità privata e distrutto in Irpinia e in Campania quella pubblica. Le responsabilità sono trasversali , tutti i governi che si sono succeduti al livello nazionale e regionale hanno seguito questa linea.
Serve una netta inversione di tendenza, la salute non può essere sacrificata sull’altare del profitto privato. Per interrompere l’inesorabile declino serve una netta e decisa lotta che veda uniti cittadini, prime vittime di questo sistema e operatori sanitari,tanto decantati durante la pandemia ma immediatamente abbandonati all’indomani dell’emergenza”.



