Un documento di analisi e prime proposte per fronteggiare l’emergenza nocciole. A presentarlo nel corso del confronto in Regione Campania gli agricoltori della provincia di Avellino organizzati nelle associazioni aderenti al COAPI con il coordinamento di Roberto Lauro, produttore di nocciole e presidente del Comitato Agricoltori Avellinesi della Media Valle del Sabato, Rocco Ianniciello agricoltore di UNIAGRI e Angelo Distefano, uno dei responsabili delle relazioni con le istituzioni del COAPI, hanno depositato
Un documento che è stato al centro del confronto tenutosi ad Altavilla che ha visto riuniti allo stesso tavolo, oltre che Roberto Lauro, portavoce del Comitato in Difesa dei noccioleti e del territorio, l’Avvocato Massimo Passaro che ha inquadrato il percorso istituzionale possibile per chiedere e ottenere la dichiarazione di Stato di Calamità per la corilicoltura campana, agricoltori e tecnici fra cui Sabatino Castaldo direttore tecnico della Organizzazione di Produttori Il Guscio che ha illustrato le difficoltà del settore nel territorio, le proposte e il lavoro portato avanti e le attività di promozione della ricerca per chiarire il quadro tecnico da cui scaturiscono i problemi della coltivazione delle nocciole. Di qui l’invito alla collaborazione e all’unità rivolto agli agricoltori e alle forze del territorio per reagire insieme. A partecipare all’incontro anche Gianni Fabbris, uno dei portavoce del COAPI, che ha assunto impegni anche a nome di Altragricoltura Confederazione per la Sovranità Alimentare di cui è dirigente.
Ad emergere con forza i problemi che devono fronteggiare gli agricoltori e che, se non affrontati, rischiano di mettere in ginocchio la produzione di nocciole in Italia ma anche la mancanza di uno studio tecnico-scientifico in grado di spiegare con certezza le cause della caduta delle nocciole (che in alcune aree ha già determinato perdite tra il 40% e l’80% della produzione) ne è uno dei segnali . Un’emergenza che riguarda, seppur in misura diversa, i principali territori di produzione italiani. La filiera, inoltre, soffre di distorsioni significative, rendendo ancora più urgente la necessità che gli agricoltori sviluppino capacità di aggregazione e cooperazione, per ottimizzare gli investimenti e reagire in maniera coordinata alle difficoltà.
L’incontro si è concluso con l’invito rivolto agli agricoltori e alle forze sociali e i tecnici a coordinarsi per trasformare questa crisi in occasione di rilancio del territorio e della produzione. E’ stata ribadita la necessità di sollecitare gli agricoltori a documentare i danni in modo da poter far valere le richieste di indennizzo e inviare richiesta formale all’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania perché si avvii il percorso per la Dichiarazione di Stato di Calamità e sollecitare gli Uffici Provinciali perché attivino le ispezioni in campo per documentare e certificare la situazione come prevede l’iter della legge 102. Infine, la richiesta al Ministero all’Agricoltura e Foreste di istituire un tavolo tecnico presso il Ministero con l’obiettivo di affrontare l’emergenza del crollo dei redditi per le aziende colpite e di avviare una organica azione di ricerca coinvolgendo gli istituti per definire il quadro scientifico dei problemi e definire una coerente azione di prevenzione
Di qui l’appello rivolto alle due associazioni di territorio promotrici dell’iniziativa (Il Comitato Agricoltori Avellinesi della Valle del Sabato e UNIAGRI), insieme al COAPI a stabilire una forte sinergia tra gli agricoltori,
Al termine dell’incontro, Fabbris, ha annunciato a nome della Confederazione Sindacale Altragricoltura la convocazione di un incontro nazionale con le altre realtà agricole colpite dalla crisi della corilicoltura in altre regioni (a cominciare dal Piemonte, dalla Sicilia, dalla Campania e dal Lazio) per valutare iniziative comuni e un incontro con la CNA (Confederazione Nazionale Artigiani) per valutare iniziative di riqualificazione della filiera delle nocciole a partire dalla centralità del ruolo della piccola e media impresa agricola e artigiana, anche per ricercare e valorizzare vie alternative al quadro monopolistico e agroindustriale della nocciola.