Riesce solo a metà il nuovo miracolo di Carlo Conti. E’ una prima serata del festival che scorre via soporifera, senza colpi di scena, ne’ momenti irresistibili. Malgrado Laura Pausini, elegantissima, simpatica e spigliata, e l’attore turco Can Yaman con la sua camicie sbottonata, che pure se la cava sul palco con il suo ottimo italiano, con l’unica pecca del siparietto della canzone turca, che si poteva evitare. Niente look stratosferici, niente sketch da gustare e pure le canzoni, a dirla tutta, convincono a metà. Il momento più toccante è l’omaggio a Peppe Vessicchio, dopo quello a Pippo Baudo, il pubblico si alza in piedi per ricordare l’amatissimo maestro ed è come se lui fosse lì su quel palco, ad osservare con il suo acume e il suo gusto dell’ironi. E così tocca alla bravissima Dito nella Piaga con gonna cortissima rosa e corpetto e una canzone che entra subito nella testa aprire il festival, Michele Bravi non smentisce la sua maschera di ragazzo malinconico, Sayf sorprende con la sua freschezza, tra gessato e treccine, Mara Sattei, vestita da gran sera sembra uscita da un set di Hollywood, D’Argen D’Amico, in vestito orancio, che richiama il tessuto di una tenda e occhiali scuri, gioca con l’Ai con la solita irriverenza ma anche lui sa di già visto. Arisa svetta, si conferma artista intensa come poche ed elegantissima con le sue pallettes e la sua favola in musica, con tanto di C’era una volta. Luche’ con cravatta, giacchina casual e pantaloni ampi, porta il trap a Sanremo, in cerca di luce, con la sua hit radiofonica ma poco incisiva. La vera diva sembra Gianna Pratesi con i suoi 105 anni, protagonista dell’omaggio alle donne e alla nascita della Repubblica che però diventa ‘Repupplica’ in una scritta sullo sfondo, con una gaffe clamorosa. Gianna è una delle donne che parteciparono alle elezioni del ’46, pimpante come una ragazzina, ricorda di aver votato Repubblica e cita le sue canzoni del cuore da 24.000 baci alla Vanoni. Ai giovani raccomanda di amare e di non essere severi con gli altri. E si capisce che non smetterebbe mai di parlare. Tommaso Paradiso sceglie una giacca doppiopetto beige per il palco di Sanremo, è bravo ma sembra cantare sempre la stessa canzone. Elettra è bellissima con abito nero, tra Voilà e Carra, più che una cantante sembra una show girl ma fa almeno sorridere. E in un baleno si passa da Conti, trasformato in una papera sulle note di Papaveri e Papere a Patty Pravo, che ci ricorda che la classe è più forte del tempo con il suo abito lungo nero con maniche trasparenti e pallette, e la sua Opera. Samurai Jay, pure lui con treccine, punta su una canzone dai ritmi latini ma passa quasi inosservato. Almeno c’e’ Tiziano Ferro che festeggia i 25 anni di carriera ed è sempre uno spettacolo, capace di coinvolgere il pubblico con i suoi successi, tra pathos ed emozioni. Raf, pure lui in nero, canta una canzone che non è tra le sue migliori ma è pur sempre Raf. Mentre Laura non sbaglia un vestito, questa volta grigio e luccicante, J-Ax stile cowboy con cappellone e bastone sembra saltato fuori da un concerto country e ricorda che ” un po di culo serve” sempre nel nostro paese. Poi, ci si stupisce che pure Yaman torni sul palco con una cravatta e camicia chiusa fino all’ultimo bottone. Fulminacci sembra uscito da un film anni 30 con completo grigio e pure lui con cravatta ma conferma la delicatezza del suo estro. Si va dalla finta Laura che scherza sulla narrazione di una Pausini, rimasta la brava ragazza di sempre, alla bellissima Levante con il suo abito con pallettes che le avvolge il corpo e capello e occhi che ricordano Frida Khalo e la sua voce bellissima. Masini e Fedez fanno un figurone, uno in smoking con tanto di fiocco e l’altro in camicia, naturalmente in nero, cantano la loro rabbia e amarezza e appaiono tra i piu’ credibili. Pure Ermal Meta emoziona meno del solito. Meno male che c’e Max Pezzali, elegantissimo come mai, che non delude mai con i suoi classici, a dirci che il festival è comunque una festa. Torna anche Serena Brancale, bellissima in un abito lungo bianco con la sua voce calda, che tocca vette altissime, qualsiasi cosa canti. Poi, quello che dovrebbe essere il momento clou della serata, con l’incontro tra il Sandokan di ieri, Kabir Bedi, e il nuovo Sandokan Can Yaman. Ma nulla da raccontare. E ancora da Nayt con il suo rap e la sua uniforme a Malika Ayane che porta un po” di jazz e si conferma artista di qualità con i suoi Animali notturni. Eddy Brock urla più che può con la sua canzone struggente, anche lui in nero, col papillon questa volta slacciato. Insomma, per gli uomini sul palco a vincere sono il nero e la cravatta e nessuno ha il coraggio di osare. Lo conferma Sal da Vinci, anche lui con abito classico, bravissimo ma con una canzone meno forte dei suoi passati successi. E la dedica a Vincenzo D’Agostino. Insomma, a dirla tutta, i momenti più emozionanti sono i cambi d’abito di Laura, con l’ultimo blu con pallettes. Enrico Nigiotti, anche lui in nero, ci ricorda quanto è stronzo il tempo, “ogni volta che non so volare”. Meno emozionante il cambio d’abito di Yaman, che scende la scalinata con giacca bianca stile cameriere con tanto di fiori ricamati. Quando poi sale sul palco Tredici Pietro, con il suo Uomo che cade, non si può non pensare a suo padre perché è tale e quale a papa’ Morandi quando parla e tifa pure lui Bologna, malgrado sia un rapper e pure bravo. Qualche sorpresa in più la regala Chiello con un’acconciatura un po’ aliena e quella che sembra una strana uniforme e una canzone che almeno ti resta nella testa. Maria Antonietta , tra le poche in abito corto, e Colombre divertono con la loro leggerezza. Poi, Renga, con la sua voce che nobilita qualsiasi cosa, Gassman, camicia bianca e pantalone nero da tanguero, con la sua vena cantautorale che convince a metà. E finalmente qualcuno che osa con la giacca di pelle sul palco dell’Ariston, sono Aka seven e Lda e i loro coinvolgenti o quasi ritmi di Napoli. Sono l’una e un quarto quando Conti e compagni leggono i più votati dalla giuria composta dai giornalisti, ci sono Arisa e Brancale, quasi scontate, le novità di Fulminacci e Dito nella piaga e poi Fedez e Masini. La sfida è cominciata. Ed è già toto vincitore.



