Il prefetto Rossana Riflesso, a margine della presentazione del manifesto per l’8 marzo del Comune di Avellino, avvenuta presso la Chiesa del Carmine, cambia registro. «La situazione non è esplosiva e la parola allarme è, quantomeno, non giusta», dice. «Ci sono oggettivamente dei furti: sono colpiti gli ATM, gli uffici postali e bancari». I fatti ci sono. Ma il panico, secondo Riflesso, no. «La situazione, ripeto, non genera allarme, ma genera sicuramente grandissima attenzione — attenzione che abbiamo sempre avuto». «Noi già da tempo siamo intervenuti, e non con chiacchiere o con filosofia, come ho sentito dire da alcuni, ma in maniera molto pratica e concreta».
Ieri, una riunione con alcuni sindaci dell’Alta Irpinia. Prossimamente, altri incontri in seno al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. “Le forze dell’ordine, Lavorono e tantissimi di questi furti sono sventati». Ma non basta. Ed è qui che il tono si fa più duro. Il prefetto poi invitai sindaci a rafforzare la polizia locale: Devono investire nella video sorveglianza. Molti finanziamenti sono arrivati o stanno per arrivare», ricorda. Vanno usati. Ma l’appello è anche alle comunità «Bisogna invitare la cittadinanza ad attrezzarsi con mezzi di difesa. Parlo di allarmi. Ormai è anacronistico pensare di non averne uno. Alla macchina ce l’abbiamo, abbiamo sistemi di difesa. Perché non metterli anche ai trattori? Perché non utilizzarli anche nelle nostre abitazioni? Soprattutto quando le abitazioni sono isolate. È inimmaginabile che ci siano poliziotti o carabinieri a presidiare i singoli sportelli bancari o postali, o che ogni casa di campagna sia sorvegliata» Qualche sindaco, nei giorni scorsi, ha parlato di incatenarsi per protestare. Il prefetto glissa con eleganza tagliente: «Ognuno è libero di fare quello che vuole. Io ritengo che l’allarme, noi per primi, non lo dobbiamo alimentare. Senza sottovalutare niente, perché sia ben chiaro: nulla è sottovalutato e noi stiamo assolutamente sul pezzo. Ma non da oggi — sono arrivata due anni fa in Irpinia e questo era già il problema che esisteva».
Infine il prefetto indica la soluzione che non può che essere collettiva: «Dobbiamo aiutarci tutti, perché l’obiettivo è comune: fare in modo che questi furti siano il minor numero possibile e mettere le forze dell’ordine nella condizione di poter acciuffare i malviventi».






