Grottaminarda – Ventidue associazioni presenti, la partecipazione del Vescovo di Ariano e del Vicario di Sant’Angelo, del Vicesindaco di Grottaminarda, del Presidente del Consorzio per i servizi sociali e naturalmente del Presidente del CSV Irpinia Sannio.
Il V incontro territoriale del Centro Servizi per il Volontariato Irpinia Sannio ETS – CESVOLAB , tenutosi a Grottaminarda presso il Centro Pastorale “San Tommaso D’Aquino” messo a disposizione del Parroco Don Rosario Paoletti, è stato un confronto proficuo verso l’Assemblea elettiva del 28 febbraio, un nuovo scambio di idee per condividere responsabilità e fare rete, una costruttiva discussione sul ruolo del volontariato nelle Aree interne, sui giovani e su come farli restare.
Ad introdurre il tema, “Nuovi bisogni, nuovi linguaggi. Giovani, partecipazione e trasformazione culturale” è stato il Consigliere uscente CSV, Pasquale Orlando, che ha moderato l’incontro e ha portato, quale esempio per mettere in condizione i giovani a restare, il vicino ITS Bruno, appena visitato dalla delegazione del CSV, che offre ai giovani una formazione concreta per un inserimento diretto nel mondo del lavoro.
È stata, invece, la Direttrice del CSV, Maria Cristina Aceto, a ripercorrere le attività messe in campo nel triennio che sta per concludersi, il percorso costruito, dopo il complesso processo di accorpamento, le soddisfazioni raccolte, come il riconoscimento per Irpinia Sannio quale Capitale Italiana del Dono 2025, e l’esigenza di una visione condivisa sulle strategie per il futuro partendo dalle esperienze positive e su una rete di volontariato che sta funzionando; ha fortemente ringraziato il Vescovo Melillo per la sua presenza evidenziando come sia stato il precursore di un ragionamento sulle Aree interne visto da una prospettiva completamente diversa.
La parola è poi passata al Parroco di Grottaminarda Don Rosario Paoletti, quale “padrone di casa”, che esprimendo le sue preoccupazioni rispetto alla desertificazione di queste aree, ha spiegato come la scelta di trasformare una chiesa in disuso in un Centro Pastorale, sia stata dettata proprio dalla necessità di creare un luogo di incontro e di confronto soprattutto per i giovani e per dibattiti come questo, utile alla comunità.
Ha espresso apprezzamento per il tema dell’incontro il Vicesindaco di Grottaminarda, Antonio Vitale, ha elogiato il volontariato ed in particolare la Pubblica Assistenza di Grottaminarda, sempre presente e fattiva, e a proposito di trasformazione culturale, ha raccontato del percorso per la costituzione di un “Tavolo per l’Inclusione” che potrà rappresentare, a suo avviso, la massima espressione dal punto di vista della partecipazione attiva da parte dei giovani e della cittadinanza, inclusione intesa in senso ampio, non solo come disabilità.
In tema di giovani attenti alla trasformazione culturale è stato chiamato ad intervenire un giovane Consigliere uscente del CSV, Luca Cioffi, che ha spiegato il grande lavoro di ascolto del Centro Servizi nei confronti delle associazione per raccogliere le esigenze rispetto ad un impegno sempre più difficile per i volontari e per gli enti del Terzo Settore in aree dove ci sono sempre meno servizi.
Testimonianza da volontaria sul territorio da molti anni, ma anche da portavoce delle attività dell’ITS Antonio Bruno, è stata portata da Sonia Bruno che ha sostenuto l’importanza di creare le condizioni affinché i giovani restino, per chi è fuori la possibilità di tornare e che andare via sia una scelta non un obbligo; ha evidenziato anche come, troppo spesso, il volontariato vada a sostituirsi laddove le istituzioni sono mancanti.
Interessante anche la testimonianza di un volontario storico quale Nicola Cataruozzolo che ha rappresentato come nel passato vi fosse maggior coesione, non si vivesse nella paura e nelle incertezze di guerre così vicine, a differenza dei giovani di oggi che si trovano intorno rovine, rovine che vanno colmate e la realtà del volontariato rappresentata dal CSV è l’essenza della comunità, della convivenza, il futuro.
Da volontario a Presidente dell’Azienda Speciale Consortile per la gestione delle politiche sociali nei comuni dell’ambito territoriale A1, Augusto Morella ha affrontato il tema delle Aree interne, super discusso, a suo avviso, ma troppo spesso nel lamento; come comunità resilienti è necessario continuare a fare rete, a sapersi parlare e ascoltare. L’ascolto qualificato rispetto alle esigenze delle persone in difficoltà è il punto di partenza, ha raccontato del notevole incremento, da parte del consorzio, di Assistenti sociali, dei numerosi servizi erogati ma anche di quanto sia fondamente il supporto del volontariato, infine, ha annunciato una nuova sede per il CSV Irpinia Sannio presso l’Ambito di Ariano.
Parroco di Bisaccia e Morra De Sanctis, Presidente dell’Associazione Galea che opera nella casa circondariale di Sant’Angelo dei Lombardi, Vicario della Diocesi di Sant’Angelo, Don Rino Morra nel suo intervento ha affermato la bellezza della responsabilità e del sostegno all’altro; ha ricordato come la lettera dei 5 vescovi sulle Aree interne abbia spalancato una porta e come i vescovi siano sentinelle del territorio.
È stata poi la volta del Presidente del Centro Servizi Irpinia Sannio, Raffaele Amore che ha inanzitutto esaminato come il volontariato si stia trasformando, come si sia registrato un aumento della burocrazia, come vi siano stanze con cataste di pratiche sui bisogni ma che non basta avere i fondi per colmare questi bisogni, è necessario spenderli meglio i fondi, avere una governance definita, una regia unica, non è possibile che su un Comune vi siano 8 soggetti diversi, ciascuno con una visione diversa che, probabilmente non dialogano neanche tra loro, un errore depotenziare le Province che avrebbero potuto svolgere tale ruolo di coordinamento e fare da ponte con la Regione, troppo distante dai Comuni. Rispetto alle ingiustizie ha fatto richiamo, reduce dal Forum sull’Eolico, al Pil prodotto dal parco eolico tra le province di Avellino, Benevento e Foggia, 60 miliardi all’anno che non lasciano nulla al territorio che lo ospita. Altro torto che le aree interne subiscono da anni è l’ingiusta perequazione dei fondi delle fondazioni di origini bancarie destinati alle associazioni, tutti concentrati al nord perché lì hanno sede i colossi bancari che però fanno guadagni anche al sud. Dunque per il Presidente Raffaele Amore è necessario non restare miopi, avere il coraggio di fare vera rete tra istituzioni, associazioni, e tra mondo privato, mondo pubblico e ha fatto appello alla Chiesa per aiutare a sanare queste ingiustizie sociali.
Da parte del Vescovo, Monsignor Sergio Melillo, le conclusioni dell’incontro con l’analisi dei problemi che attanagliano la società ed in particolare le Aree interne: denatalità, spopolamento, solitudine, abbandono, collegamenti, viabilità, banda larga; il Vescovo ha affermato di non accettare la condanna definitiva delle Aree interne, al contrario in esse vi vede il futuro, ma bisogna avere il coraggio di avere un pensiero condiviso, di fare delle scelte, non solo parlare ma immergersi nei problemi al fine di dare risposte esaustive sul futuro dei giovani.



