Antonio Gengaro, il Pd irpino ha trovato la quadra sul congresso unitario: il segretario provinciale sarà Marco Santo Alaia. C’è anche una bozza della composizione dell’assemblea provinciale del Pd: voi dell’area Schlein siete soddisfatti?
Secondo l’intesa raggiunta, tutte le anime dem sono rappresentate nell’assetto unitario del Pd, negli organi di partito. Noi dell’area Schlein abbiamo avuto diritto di tribuna, nonostante il consenso ottenuto alle regionali sia stato notevole. Però noi al Pd teniamo e vogliamo contribuire con le nostre proposte al dibattito interno, superando lo scontro, tutto il caos che c’è stato in questi giorni. Vittorio Ciarcia, Antonello Cerrato ed Enza Ambrosone hanno ognuno le proprie ragioni e i propri torti. Ma il problema vero è la mancanza di una leadership, il problema è che non esiste un partito: in questi anni il Pd irpino è stato solo il comitato elettorale di Maurizio Petracca.
Chiedete un partito più plurale?
Un partito vero, che discuta di politica, di un’idea di futuro della città di Avellino, dell’urbanistica, dello sviluppo, dell’ambiente. Vogliamo un Pd degli iscritti, perché sono gli iscritti che decidono la linea politica del partito, che poi la segue dentro e fuori le istituzioni.
È scontro nel Pd anche in Provincia, dove i consiglieri Pd non hanno votato il bilancio presentato dal presidente Rino Buonopane.
Io il bilancio l’avrei approvato.
Alle amministrative l’alleanza di centrosinistra si fa?
L’alleanza di centrosinistra è sacra, viene prima di tutto. Non ci possono essere commistioni o macchiette, balletti con Nargi né altre interlocuzioni sbagliate. Bisogna distinguere il campo largo da tutto il resto. Abbiamo la possibilità di mettere insieme un’alleanza molto più ampia di quella che mi ha sostenuto alle scorse amministrative: dobbiamo dialogare con i riformisti, con Noi di Centro, con gli altri centristi, con i popolari. Ma non esiste alternativa al campo largo: i tentativi di grande centro o di inciucio sono sbagliati. Siamo alternativi a Nargi e Festa, oltre che ovviamente al centrodestra.
L’identikit del candidato sindaco di centrosinistra?
Deve essere rappresentativo del fronte progressista e avere un’idea di futuro per Avellino. Deve aver maturato un pensiero che si possa tradurre poi in risposta concreta ai bisogni della comunità. Deve essere un candidato non clientelare, uno che si batta contro la speculazione edilizia, un candidato che non sia in conflitto di interessi con la città.




