Quando la scienza diventa sguardo capace di accompagnare alla scoperta del reale, pratica quotidiana che non smette di sorprendere ed emozionare. E’ quello che è accaduto agli studenti delle classi seconde della Scuola Secondaria di Primo Grado di Monteforte Irpino e delle classi terze delle Scuole Secondarie di Primo Grado di Ariano Irpino, Savignano Irpino e Greci, in visita al Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Salerno. Un’iniziativa che si inserisce nell’ambito del Protocollo di intesa interistituzionale stipulato tra l’Istituto Comprensivo “S. Aurigemma” e l’Istituto Comprensivo “Calvario – Covotta”. Gli alunni sono stati coinvolti nel progetto “STEAM-COnNEcT. Fare rete tra Scuola e Università per la divulgazione delle tecnologie innovative e sostenibili”, partecipando a laboratori e show scientifici di forte coinvolgimento.
E’ stata la dirigente scolastica prof.ssa Filomena Colella a illustrare il valore di cui si carica la sinergia stabilita con l’Università di Salerno: “Investire nelle discipline Stem significa investire nel futuro della società e delle nuove generazioni. Giornate come questa rappresentano una straordinaria occasione formativa per i nostri ragazzi, poiché possono acquisire consapevolezza di come la scienza rappresenti una realtà viva, strettamente legata al loro presente e futuro. E’ importante che gli allievi comprendano che avvicinarsi alle discipline scientifiche li aiuta a sviluppare spirito critico, capacità di problem solving e comprendere meglio il reale, superando la distanza tra ciò che viene appreso a livello teorico e il mondo reale. Abbiamo potuto sperimentare oggi quello che i pedagogisti hanno definito apprendimento significativo”. Ha ribadito, quindi, come “solo attraverso una collaborazione costante tra le istituzioni è possibile offrire percorsi efficaci agli studenti, accompagnandoli verso scelte consapevoli “.
La docente della Facoltà di Fisica Claudia Cirillo ha evidenziato l’idea da cui nasce il progetto “STEAM-COnNEcT” “Nella settimana dedicata alle discipline Stem, abbiamo immaginato attività che potessero stimolare la curiosità degli allievi verso le scienze, fin dalla scuola secondaria “scoprendo come possono essere applicate in maniera concreta nel mondo del lavoro, creando una rete tra Scuola, Università e Aziende”. “Sono sicuro che tra voi ci sono tanti futuri scienziati” è l’augurio rivolto agli allievi dal professore Daniele De Gruttola che ha ricordato come la facoltà di fisica dell’Università di Salerno sia un’eccellenza, capace di dialogare con il territorio ma anche di collaborare con istituti come il Cern, fiore all’occhiello di un campus che offre molteplici servizi, dalle residenze ai campi da tennis. Quindi ha posto l’accento sull’attenzione rivolta dal dipartimento di fisica a nanotecnologia e sostenibilità, parole chiave per il nostro futuro. Infine, l’invito a coltivare curiosità e passione per la ricerca.
Bella la testimonianza del dottorando Michele Modestino, ex allievo dell’IC Covotta, che ha ricordato come abbia scoperto la passione della fisica in occasione di una visita a Città della Scienza: “Ricordate che il percorso è difficile ma se avete coraggio e stringete i denti, potete raggiungere i vostri obiettivi. Se vi guida la curiosità, scoprirete che non c’è limite a ciò che possiamo conoscere”. È, stato, quindi il professore Tiziano Virgili a introdurre un video nato da un fumetto, dedicato alle potenzialità dell’Intelligenza Artificiale. Quindi spazio ai laboratori, da quello dedicato all’elettromagnetismo tenuto da Stefano Iannuzzi al laboratorio di fisica a cura di Michele Modestino, alla scoperta delle onde sonore e della legge di gravità, dai segreti dell’universo illustrati da Michele Monda e Raoul Serao, fino alle nanoparticelle nel laboratorio dedicato all’infinitamente piccolo e all’infinitamente grande tenuto dal professore Virgili o agli effetti del freddo estremo sui materiali e superconduttività, illustrati da Francesco Avitabile e Antonio Leo. Particolarmente suggestiva la visita all’Osservatorio di Unisa, in cui il docente Valerio Bozza ha mostrato ai ragazzi le immagini che riesce a catturare il telescopio, il più grande presente in un campus universitario italiano, dall’osservazione dell’universo alla ricerca dei pianeti extrasolari fino a nebulose e galassie.











