Grottaminarda- Parte da qui lo scandalo ambientale che coinvolge il fiume Ufita ed il suo territorio. O quel che resta. Perché, ormai, tutti ne parlano ma nessuno fa niente per il suo risanamento. L’ultima delle tante segnalazioni l’ha fatta il giornalista Enzo Costanza che, attraverso il suo blog, ha ampiamente documentato questo scempio. Ma nel corso degli anni anche altri ci avevano pensato. A partire dal compianto Anselmo La Manna, ambientalista, che scorreva il fiume in lungo e in largo il fiume Ufita e aveva ripreso tutto quello che non andava. E se si vuole andare ancora più indietro non dimentichiamo il dossier aperto, dalla dottoressa Daniela Tognon sostituto procuratore della Repubblica di Ariano Irpino, dopo che la notte prima di una gara sportiva, furono trovati lungo il fiume Ufita, migliaia di pesci morti. Un fascicolo che, poi, non è stato più tirato fuori a causa della prematura scomparsa del magistrato. Intanto, per stare all’attualità, ancora rifiuti sulle sponde del fiume Ufita, in località Piani. Sacchi, vernici, immondizia sparsa. E la guardia nazionale ambientale che, comunque, interverrà. Solo questo ente. Ma i Comuni, che non sono pochi, che si trovano lungo il percorso del fiume Ufita che fanno? Aldilà delle competenze, poco e niente. Intanto si sta consumando un altro scempio ambientale: quello che riguarda una mini centrale elettrica, proprio da queste parti, inspiegabilmente autorizzata nei territori tra Grottaminarda e Melito Irpino. E che è ferma. Una buona notizia, visto che dovrebbe funzionare soltanto nei mesi invernali. Insomma la valle dell’Ufita è il centro di un territorio violentato e senza speranza.



