Sono più forti del tempo incerto i Carnevali d’Irpinia, confermando la loro capacità di unire generazioni, raccontando un territorio e le sue tradizioni. A sfilare oltre venti gruppi del territorio, dalle zeze al ballo n’treccio, frutto dell’impegno di gruppi folk e pro loco con il sapiente coordinamento del presidente provinciale Unplo Giuseppe Silvestri. Assente la zeza di Bellizzi, a causa del lutto che ha colpito alcune delle famiglie protagoniste della tradizione, a sfilare sono la zeza di Cesinali, la zeza di Mercogliano, la zeza diCapriglia, la zeza di Montemiletto, Mascarata Ma:Bi di Serino, Mascarata Rivus di Serino, Mascarata Sala di Serino, la zeza di Monteforte, I Tarantellati di Volturara, il Laccio d’amore di Quindici, il Laccio d’amore di Moschiano, il Laccio d’amore di Pago, il Laccio d’amore di Taurano e Marzano, il Ballo Ndreccio dei Lupett Petruresi, Mascarata e Zeza di Piazza di Pandola di Montoro, Mascarata I Figlioli di Montoro, Ballo Ndreccio di Borgo Montoro, gli Squacqualachiun di Teora. Ciascuno conserva la sua specificità, la sua storia, le sue maschere inconfondibili, dalla Vecchia al prete che dovrebbe celebrare le nozze di Pulcinella e Zeza fino ai barbieri e vive del coinvolgimento della comunità e delle nuove generazioni. Ed è un’esplosione di colori, canti e balli, spettacoli e coreografie che celebrano lo stare insieme, riuscendo sempre a catturare l’attenzione del pubblico, divertendo e sorprendendo per la ricchezza e varietà.




