I Comuni, undici, dell’alta Irpinia che non vogliono passare dalla gestione di Acquedotto Pugliese ad Alto Calore, continuano la loro battaglia. E dopo le rispettive delibere, quindi”ufficialmente – scrivono -” ribadiscono il proprio”no” che accentua la decisione presa. Il Comune di Lacedonia, capofila, Monteverde, Aquilonia, Bisaccia, Calitri, Andretta, Conza della Campania, Cairano, Morra De Sanctis, Vallata: questi sono i dieci Comuni, insieme al Consorzio Asi,”chiediamo von forza – scrivono ancora – la sospensione del decreto regionale”. Soltanto l’undicesimo Comune, Guardia dei Lombardi,”è attualmente impegnato nel processo di valutazione finalizzato all’eventuale adesione al protocollo”. Una scelta nemmeno tanto difficile, quella di restare con Aqp.”Efficienza garantita: da anni, l’Acquedotto Pugliese, assicura alle nostre comunità un servizio puntuale e costante, senza le interruzioni che purtroppo colpiscono altre aree”. E questo, viste le condizioni attuali in cui si trova Alto Calore, basterebbe: dato che i Comuni irpini, ed anche ovviamente quegli undici, devono fare i conti con l’acqua che se ne va. Poi” la tutela economica: non possiamo permettere che i nostri cittadini entrino a far parte di una società con un debito superiore ai 100 milioni di euro e in regime di concordato”.
Segue, quindi, il”rispetto del territorio: Le scelte sui servizi essenziali non possono essere “calate dall’alto” senza consultare i Sindaci e le comunità che vivono il territorio”. I Comuni dell’alta Irpinia, hanno intanto u incontro con il nuovo presidente dibpalazzo Santa Lucia, Roberto Fico.”Un tavolo di confronto urgente con la Regione Campania e l’Ente Idrico Campano. La nostra priorità resta una sola: garantire acqua sicura e gestione efficiente per ogni singola famiglia dell’Alta Irpinia”. E chiudono il loro comunicato: ‘L’unione fa la forza. Restiamo uniti per il nostro futuro”.



