E’ stata l’occasione per ribadire il ruolo cruciale del presidente della Repubblica nella salvaguardia della democrazia la presentazione, nella Sala Berlinguer della Camera dei deputati, del libro di Francesco Di Sibio “Quirinale, 31 dicembre ore 20.30. Messaggi di fine anno del primo mandato di Sergio Mattarella” (2015-2021) la Bussola edizioni. Un confronto di altissimo spessore che ha visto protagonisti Chiara Braga, Capogruppo Pd Camera dei Deputati, Toni Ricciardi, Vice Capogruppo Pd Camera dei Deputati, Luigi Famiglietti, Deputato XVII Legislatura e Pierluigi Castagnetti, Presidente Fondazione Fossoli, autore della prefazione. E’ Chiara Braga a porre l’accento sulla capacità del volume, che riunisce i messaggi di primo mandato del presidente, di farsi specchio di una stagione difficile del nostro tempo, riuscendo a raccontare l’uomo e insieme il presidente Mattarella “che non perde mai di vista nei suoi discorsi la speranza e i giovani, a cui affida le sorti del paese. E’ evidente nelle sue parole il tentativo di ricercare sempre le energie positive del paese”. Per ribadire la valenza politica del libro “che si interroga sul ruolo della presidenza della Repubblica come interprete dell’unità della nazione. Ancora più prezioso oggi che se ne vuole minare la centralità”.
Ricciardi si sofferma sulla capacità dell’autore di delineare un quadro storico-sociale di quegli anni a partire dai discorsi del presidente. Ricorda l’attenzione rivolta alle comunità italiane all’estero e l’insistenza sulle nuove generazioni, in un paese in cui aumenta vertiginosamente l’età media. Famiglietti evidenzia come emerge con forza la statura del presidente “Mattarella è sempre stato un innovatore, espressione del cattolicesimo democratico, simbolo di dialogo, equilibrio e mediazione. Ha recuperato la forza della politica in un momento di antipolitica”. Si sofferma, quindi, sui molteplici temi che attraversano i discorsi, a partire dalla volontà di garantire la governabilità del paese “In più occasioni, preferirà non sciogliere le camere così da garantire un governo al paese. Una figura che si contrappone a quella dell’attuale presidente del consiglio, Meloni che ha costruito la sua immagine sull’antipolitica, in contrasto con chi ha fatto leva sempre sul senso di responsabilità dei cittadini.
Francesco Di Sibio parla della buona risposta ottenuta dal libro che lancia un messaggio forte al nostro tempo “La pacatezza di Mattarella appare in contrasto con i tanti cercatori di like che popolano il nostro tempo”. Ricorda come i discorsi, “Indirizzati a ciascun italiano si facciano espressione dell’unità del paese ma anche della necessità di colmare la distanza tra politica ed elettori, di custodire il senso del vivere civile.Non è un caso che, dopo aver accettato di rivestire di nuovo la carica di presidente, Mattarella abbia rafforzato la propria presenza sul territorio”
E’, infine, Castagnetti a interrogarsi su cosa sarebbe, oggi, il paese senza Mattarella “Il nostro Presidente rivela ogni giorno una solidità di cultura costituzionale, malgrado l’anomalia di un Parlamento in cui la maggioranza non lo ha eletto. Ad emergere l’impegno di chi cerca ogni giorno di essere fedele al suo ruolo. La gente capisce che si nutre della fiducia del popolo ma non è populista. Comprende, piuttosyo, l’importanza di conservare il sostegno della comunità, poichè rappresenta l’unità della nazione. Un’unità da rinnovare giorno dopo giorno, poiché siamo sempre di più un paese diviso e viviamo un tempo in cui è difficile immaginare il futuro. Di qui la necessità di fare squadra, come avveniva dai primi tempi della Repubblica. Abbiamo imparato dalla guerra l’importanza di restare uniti”. Ricorda come “Il rischio che corriamo è quello di considerare la Costituzione superata mentre la Carta Costituzionale è patrimonio della Repubblica. La qualità di chi ha intelligenza storica come Mattarella è quella di costruire, ogni giorno, intorno al patrimonio della Costituzione, un senso di intoccabilità, dobbiamo essere grati perchè siamo nelle mani di un presidente che ha poteri morali e il potere morale è importantissimo. La politica ha bisogno di una dimensione spirituale che non ha a che fare con la religione, che ci ricorda la necessità di difendere l’eredità dei padri”. Poichè “C’è una continuità tra il magistero di Capodanno e il magistero quotidiano ed è questa quotidianità che ci rassicura anche nelle tempeste”
