La spaccatura nel centrodestra è ormai a un passo. Il terzo incontro della coalizione potrebbe rivelarsi anche l’ultimo, certificando una frattura difficile da ricomporre, che non riguarda il nome del candidato a sindaco, ma soprattutto la presenza dei simboli dei partiti a cui Fratelli d’Italia e Udc non intendono rinunciare mentre Forza Italia spinge per una coalizione civica. Inoltre secondo FdI oggi non c’è un solo papabile. Almeno ufficialmente. Nei prossimi giorni ci dovrebbe infatti un confronto con tre possibili candidati: Laura Nargi, Francesco Pionati e Pellegrino D’Amore. La prima è in quota civica, il secondo pure ma pronto ad accettare anche la presenza dei simboli, il terzo scenderebbe in campo solo a patto che ci fossero i partiti.
Tabula rasa, dunque. Walter Giordano ha invece chiarito che non sarà il candidato sindaco del centrodestra.
Assente il coordinatore provinciale di Forza Italia, Angelo D’Agostino, sostituito dal coordinatore cittadino azzurro Gerardo Melillo, al vertice hanno partecipato Luigi Barone, commissario provinciale della Lega, Gennaro Romei, coordinatore provinciale dell’Udc, Antonella Pecchia, coordinatrice provinciale di Noi Moderati, Modestino Iandoli, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Ines Fruncillo, coordinatrice provinciale di FdI, e Gianfranco Rotondi, deputato eletto in quota FdI e presidente di Dc con Rotondi.
A certificare la contrapposizione interna è Fruncillo:
“È opportuno comprendere meglio quali siano i perimetri della coalizione. Al di là dei nomi, la città è la priorità. La nostra preoccupazione è tutelare la coalizione prima ancora di una singola parte politica. Non ci appassionano le prove muscolari né la mera matematica del consenso. Riteniamo che ad Avellino, capoluogo di provincia, debba tornare a contare la politica”.
“Se oggi Avellino vive una condizione di difficoltà – prosegue – è anche perché il civismo non è riuscito a garantire quella funzione pre-istituzionale che invece è propria dei partiti. È per questo che deve tornare la politica, interpretata dai partiti, all’interno di un perimetro chiaro: quello del centrodestra di governo, che sta investendo sulle aree interne e su questa provincia”.
Il candidato sindaco, qualunque sia la formula scelta, dovrà dunque essere coerente con un modello amministrativo di centrodestra: “Non stiamo discutendo esclusivamente di nomi. Questo è un tavolo di centrodestra, composto dai partiti rappresentati dai coordinatori provinciali. Chi aspira a ruoli apicali deve avere chiaro questo punto. La politica, come diceva qualcuno, è pensiero”.
Quanto ai nomi che circolano, Fruncillo frena: “Non ci sono candidature ufficiali. Quelle che emergono sono solo indiscrezioni”.
.”Il confronto è un processo democratico che deve maturare nei tempi giusti. Stiamo facendo ogni sforzo per evitare divisioni, ma è evidente che Avellino ha bisogno di un progetto serio, con una struttura istituzionale forte. Il civismo, da solo, non è in grado di garantirla”.
“La questione del Comune capoluogo è centrale – aggiunge Fruncillo – ma a brevissimo abbiamo anche le elezioni provinciali e la campagna referendaria, un appuntamento elettorale a cui teniamo particolarmente e per il quale stiamo strutturando un percorso importante sul territorio per informare i cittadini anche sulle ragioni del ‘sì'”.
Per quanto riguarda le provinciali, il centrodestra ha deciso per una lista unica.
A margine interviene anche Romei: “La nostra posizione è chiara: una coalizione di centrodestra a pari dignità, aperta anche al civismo. Simboli e civismo insieme, senza rinunciare all’identità politica. Dopo dieci anni è giusto andare oltre i protagonisti del passato e coinvolgere personalità del mondo delle professioni, persone che tengono davvero ad Avellino, senza compromessi”.



