Non nasconde la sua amarezza il regista Modestino Di Nenna nel riflettere sulle dinamiche che continuano a caratterizzare il panorama culturale locale “Vorrei mettere la mia esperienza nel cinema a disposizione della comunità, in particolare della provincia di Avellino, un territorio che potrebbe e dovrebbe essere riconosciuto come una vera e propria patria del cinema, considerando i nomi illustri del panorama cinematografico mondiale di origine irpina, come Sergio Leone, Ettore Scola e Dino De Laurentiis.
Ciò che desta rammarico è constatare che, nonostante la proliferazione di rassegne, festival ed eventi dedicati ai registi irpini, spesso queste iniziative finiscono per escludere chi opera concretamente nel cinema ed è apprezzato, richiesto e riconosciuto anche al di fuori dei confini cittadini e provinciali.
È fondamentale sottolineare che chi comprende davvero il cinema è chi lo fa: chi scrive, dirige, produce, lavora sul set e affronta ogni giorno le complessità artistiche e produttive di un film. Non chi ne parla senza conoscere i processi reali che trasformano un’idea in opera cinematografica. La competenza nasce dall’esperienza diretta, non dalle parole vuote o dai titoli accademici.
Questa dinamica rivela una forma di chiusura culturale, una paura di perdere centralità, che assume tratti classisti e autoreferenziali. Non premia il merito né valorizza le competenze, ma rischia di impoverire il dibattito creativo e culturale del territorio.
Il mio pensiero è che alcuni soggetti organizzatori, più attenti a proteggere equilibri interni che a favorire la crescita collettiva, contribuiscano — anche involontariamente — a generare disgregazione, invece di costruire una rete culturale inclusiva e coraggiosa, capace di unire professionalità reali e visioni diverse per il bene della comunità”. Di qui l’appuntamento rivolto agli appassionati, in programma il 5 gennaio al Circolo della stampa, dalla 10 alle 12 con una lezione gratuita di cinema.



