“Attraverso l’immagine femminile ho provato a raccontare i dubbi dell’uomo e della donna di oggi, le contraddizioni del nostro tempo, dalla solitudine all’incomunicabilità. A prendere forma sono donne libere, eleganti e sensuali, ma soprattutto in ascolto di sè e delle loro emozioni, pronte a mettersi in discussione, a fare i conti con le convenzioni imposte dalla società, in spazi che appaiono fuori dal tempo, scorci di città o di interni. Spesso sono in attesa, raccontate nell’istante prima di fare una scelta”. Spiega così Fabio Calvetti l’idea da cui nasce la mostra “Il Sogno Continua”, inserita nella rassegna “Un anno di mostre” promossa dall’amministrazione provinciale, inaugurata ieri al Museo Irpino. “A caratterizzare la mia cifra stilistica – prosegue Calvetti – è la scelta di ridurre all’essenziale, operando per sottrazione, a partire dagli interni. Un processo a cui si affianca il gioco di colori in cui il rosso gioca un ruolo centrale. Utilizzo una tecnica mista con acrilici e colori ad olio ma in alcune opere ho inserito anche materiali poveri. Non esiste un unico percorso, ogni opera è caratterizzata da un diverso processo di composizione, come si fa con le ricette in cucina”. E ribadisce “E’ lo spettatore ad interpretare liberamente l’opera, aggiungendo nuovi elementi per decodificare il messaggio dell’artista. I titoli possono rappresentare una guida ma tutto è lasciato alla libertà dello spettatore”. Per Calvetti, toscano di Certaldo, non si tratta dalla prima volta in Irpinia, ha già esposto al Carcere Borbonico nel 2021 con “Lasciatemi sognare” in cui affermava il primato dell’arte su paure e limitazioni. Molteplici le mostre che lo hanno visto protagonista al Musée Essarts, San Miniato a Palazzo Grifoni, San Donato in Poggio a Palazzo Malaspina, Lugano presso AA Spazio Arte, Pisa nella Chiesa di Santa Maria della Spina e Kanrapaci (Giappone) nel Nagaoka Kesakichi Memorial Museum.









