Milena Montanile
Venerdì 27 febbraio, nello splendido scenario del salotto culturale Casa Sanremo, Writers, cuore letterario della settimana sanremese, è andato in scena un pezzo della nostra storia, la storia di un Sud che reclama i suoi spazi, affidando ai giovani l’immagine di una memoria che si fa presente e si apre al domani. Protagonisti di questo esemplare viaggio tra radici condivise e sguardo aperto al futuro, alcuni tra i nostri più attivi concittadini, impegnati da sempre in un’attiva e appassionata opera di formazione e di promozione culturale del nostro territorio. Tra questi, Annamaria Picillo, direttrice artistica di “Avellino letteraria”, un autentico punto di forza, nelle tante, ma non tanto frequenti iniziative culturali della nostra città. La sua presenza, dolce e rassicurante, ha rappresentato al meglio il desiderio di un Sud che reclama i suoi spazi, ma anche la ferma volontà di raggiungere risultati sempre più validi, contribuendo alla diffusione di una cultura viva e operante, capace di trasmettere, in un continuo processo di crescita culturale e umana, un’etica di valori per un progetto di vita comune nel futuro. Accanto a lei, uno spazio di rilievo è stato felicemente assunto da Antonella Prudente, docente, saggista e scrittrice, che ha accompagnato i “suoi” ragazzi in questa singolare avventura. Punto di partenza la presentazione del volume da lei curato, La parola e il silenzio dei Palatucci. L’educazione cristiana di una famiglia (Prefazione di Massimo Montanile, Introduzione di Frate Felice Autieri), un viaggio nella memoria e nella fede, attraverso la storia della famiglia Palatucci di Montella, emblema di una educazione cristiana e umana esemplare. Un volume, editorialmente ineccepibile, grazie all’impegno dell’editore Efesto di Roma, che ha dato rilievo, nella cura grafica e nel supporto fotografico al volume, concepito come un lavoro collettivo al quale hanno attivamente collaborato un gruppo di giovani, amorevolmente guidati da Antonella Prudente che ha scelto di accompagnare i suoi allievi nel processo di formazione e di crescita: Niccolò Capone, Nicolas Cipriano, Alex Fioravanti, Giuseppina Fioravanti, Martina Stella Lombardi, Vincenzo Parziale, tutti presenti in questa singolare kermesse. Fortemente simbolica la presenza di Serena Palatucci, madre di Niccolò Capone, e nipote di Suor Celeste, punto di forza della ricerca. Accanto a questi giovani che hanno polarizzato l’attenzione di tutti, particolare rilievo ha avuto la presenza di Massimo Montanile, appassionato e acuto prefatore del volume. Il suo modo di essere, sereno e pacato, il suo tono equilibrato e composto, ha dato forza alla sua ineguagliabile capacità di conciliare Radici e algoritmi (titolo di un suo volume, recentemente edito da Armando Editore), dando nuova vita alla sua immagine delle radici che s’inverano nel presente per aprirsi al futuro. Un’idea che ha trovato nello splendido scenario di Sanremo, una voce e uno sguardo: la voce e lo sguardo di quei giovani che accompagnati da Antonella Prudente, amorevole e insostituibile guida, hanno dispensato forti emozioni, offrendo con la loro presenza, una speranza aperta al futuro. Massimo Montanile ha sottolineato, ben a ragione che «i veri protagonisti a Sanremo Writers sono stati i ragazzi, con la loro energia autentica, e Antonella, guida attenta e appassionata, capace di trasformare educazione e cultura in esperienza viva e pulsante». E se qualcosa è passato, ha aggiunto, «è stato proprio questo: una memoria che si fa presente e si apre al futuro». E qui lascio a lui la parola:
«Dopo aver ascoltato questi ragazzi, credo che la cosa più bella del libro sia proprio questa: non si tratta solo di una ricerca storica, ma di un’esperienza educativa vissuta. Antonella Prudente ha realizzato qualcosa di unico e di straordinario: ha trasformato una memoria familiare in un laboratorio di pensiero, coinvolgendo i suoi allievi non come spettatori, ma come protagonisti. Le figure che prendono corpo nel racconto — Suor Celeste, Monsignor Ferdinando, Giuseppe Maria, Giovanni — non sono solo nomi importanti. Sono esempi di qualcosa di concreto: la responsabilità delle radici. Tutti loro hanno avuto potere. Ma non lo hanno usato per affermarsi. Lo hanno usato per servire. E oggi, in un tempo di rumore continuo e di visibilità permanente, questa ‘lezione’ resta straordinariamente attuale: la parola può salvare, ma solo se nasce dal silenzio e dall’ascolto. È per questo motivo che ho sentito il dovere – prima ancora che il piacere – di scriverne la prefazione. Perché le radici educano quando diventano responsabilità. Ascoltando questi ragazzi ho imparato che l’educazione non è trasmettere informazioni, ma accendere responsabilità. Il bene, quando è coerente, attraversa le generazioni, ed è ciò che rende attuale la storia. In realtà questo libro racconta una ‘storia’ semplice ma vigorosa: che la parola può salvare, ma solo se nasce dal silenzio e dall’ascolto.
Antonella Prudente ha saputo coinvolgere i suoi allievi in un percorso singolare di ricerca e di consapevolezza. Suor Celeste non cercava visibilità, cercava il bene. E quando l’educazione diventa servizio, lascia tracce che attraversano le generazioni. Non a caso, il volume, così ben realizzato, non è solo un libro storico. È un libro sull’educazione, intesa come responsabilità morale. E oggi, in un tempo di rumore e di iperconnessione, riflettere sul valore della parola e del silenzio è profondamente attuale. Di Suor Celeste mi ha colpito, appunto, la modernità della sua visione. Una donna che aveva capito che educare significa costruire libertà, non consenso. E che il potere non è dominare, ma avere la Parola, e usarla per servire».
Per concludere: le radici educano quando diventano responsabilità.





