di Rosa Bianco
Il 3 gennaio la poesia ha preso casa ad Atripalda. Non per occupare uno spazio, ma per abitarlo davvero. Alle 18:30, tra gli scaffali e le luci raccolte della Biblioteca Comunale “L. Cassese”, il reading del collettivo Irpinia Poetica ha trasformato un luogo della conservazione in un luogo della presenza, dove la parola è tornata corpo, respiro, comunità.
È successo qualcosa di semplice e insieme raro: la poesia si è fatta incontro. Non declamazione, non esercizio autoreferenziale, ma gesto condiviso. Le voci dei poeti del territorio hanno disegnato una geografia affettiva dell’Irpinia, fatta di radici, fratture, memoria e desiderio. Ogni lettura ha aggiunto una tessera a un mosaico collettivo, dimostrando che la poesia non vive nei margini, ma nelle persone che la attraversano.
Ideato e organizzato dal collettivo Irpinia Poetica, con la cura attenta di Maria Consiglia Alvino e Rossella Tempesta, l’evento ha restituito alla parola poetica il suo spazio naturale: quello umano. Il pubblico non ha assistito, ha partecipato. Ha ascoltato, sì, ma soprattutto ha riconosciuto. Nei versi di Gualberto Alvino, Miriam Barbone, Cinzia Coppola, Monia Gaita, Antonietta Gnerre, Emiliano Iandoli, Antonio La Sala, Antonio Lepore, Paolo Pagnotta, Assunta Panza, Marco Parisi, Andrea Pinto, Agostina Spagnuolo, Elio Spina, Cinzia Spiniello, oltre alle stesse Alvino e Tempesta, la poesia ha mostrato la sua pluralità: stili diversi, urgenze differenti, un’unica tensione verso il senso.
Gli Special Guests – Asia Amato, Carlo Di Legge, Annachiara Federico, Mariachiara Grillo, Mattia Pagano, Elisabetta Ricciardi, Marcella Testa – hanno ampliato il respiro della serata, innestando nuove sensibilità in un dialogo già vivo, senza mai spezzarne l’equilibrio. È stato un coro, non una competizione; una trama, non una successione.
Promosso dal Comune di Atripalda e inserito nel calendario della Biblioteca L. Cassese il reading, che ha visto la partecipazione del vice Sindaco Domenico Landi, ha dimostrato che le istituzioni culturali funzionano quando ascoltano il territorio e gli restituiscono voce. La biblioteca non è stata cornice, ma parte attiva dell’evento: un ventre accogliente in cui la parola ha potuto circolare libera.
Alla fine, uscendo in Piazza Sparavigna, è rimasta una sensazione precisa: la poesia non aveva intrattenuto, aveva creato legami. E in un tempo che consuma tutto rapidamente, questo è forse il gesto più radicale.
Come ricordava Mario Luzi, la poesia non è solo parola, ma esperienza vitale: “la poesia aggiunge vita alla vita”. Ed è proprio questa promessa di espansione, di apertura e di senso che il reading di Irpinia Poetica ha incarnato, restituendo alla parola poetica il suo compito più autentico: accendere il mondo dentro chi ascolta.



