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Italia e Cina: piano triennale di partenariato strategico per innovazione e sostenibilità. Il Mediterraneo ponte cruciale tra Europa e Asia

L’appuntamento del G7 dei ministri dell’Interno a Mirabella Eclano, in Irpinia, ad ottobre 2024, rappresenta una straordinaria occasione

Dal 27 al 31 luglio 2024 Giorgia Meloni, la Presidente del Consiglio,   si  è recata in visita ufficiale nella Repubblica Popolare Cinese. Allo scopo di riprendere il dialogo dopo la disdetta della Belt and Road Initiative  (l’Accordo della Via della Seta) del dicembre 2023 perché non aveva portato i risultati a suo tempo auspicati l’Italia  ha avviato i contatti per una più efficace collaborazione, questa volta, su di un piano paritario e di reciproca convenienza. Nei primi tre giorni di colloqui ai massimi livelli  della Premier italiana  con Xi Jinping  e Li Qiang, rispettivamente Presidente e Primo Ministro cinesi,  è stato concordato un piano triennale di partenariato strategico essenzialmente nel campo dell’intelligenza artificiale, dell’auto elettrica e dell’ambiente; i ministeri competenti dei due Paesi, con incontri bilaterali, concorderanno successivamente i relativi ambiti di azione. Da parte italiana è  stata anche chiesta a Pechino di effettuare una svolta a livello internazionale assumendo una veste di moderatore, e anche intermediario,  nelle crisi che tengono in ansia il mondo intero;   si è inoltre  fatto presente  la disponibilità italiana a favorire il dialogo con l’Unione Europea. In questo contesto sono stati siglati sei  distinti MoA (Memorandum of Agreements) accordi  più formali dei Gentlement’s Agrement (Accordi tra Gentiluomini) ma che, comunque,  non sono dei veri e propri contratti bensì, più semplicemente,  delle intese di massima; i settori riguardano  industria, commercio, investimenti, tutela della proprietà intellettuale, agricoltura e sicurezza alimentare, innovazione scientifica e tecnologica, sviluppo verde e sostenibile, sanità e cultura. Secondo il Centro Studi di Confindustria, c’è  un potenziale di ulteriore penetrazione della nostra manifattura nel mercato cinese di 2,4 miliardi di euro per i beni di consumo e  di 2    miliardi per i beni strumentali; però, tenendo conto di un interscambio annuo di 73,9 miliardi di euro di cui solo 16,4 riguardano  le esportazioni italiane, mentre le importazioni sono di ben  57,5 miliardi si è fatto presente di voler  procedere verso un Level playng field (parità di condizioni)  con un approccio commerciale assolutamente  paritario e trasparente; anche perché nella attuale  situazione congiunturale negativa (vedi ad es. la peste suina che ha fermato l’importante esport  italiano di salumi e insaccati)  e internazionale (guerre varie)  si sono venute creando contrapposizioni tra blocchi, cioè  dazi e barriere doganali. A tale riguardo si è reciprocamente convenuto di dare un nuovo slancio al WTO (Word Trade Organitation), l’Organizzazione Mondiale del Commercio, per abbattere barriere all’insegna della reciprocità degli scambi;  il motore è già stato avviato nei recenti G7 relativamente alla Transizione Energetica. Un confronto diretto tra  imprese, il Business Forum ha consentito inoltre  un contatto diretto, reale (imprese al seguito  di Meloni) o virtuale; in verità non sono stati stipulati contratti, ma non era né la sede né il momento adatto;  comunque  le imprese si sono conosciute e le strade sono aperte per un prossimo futuro, anche per l’indotto che esse sono potenzialmente in grado di sviluppare. Stringere accordi vincolanti  con il Paese del Dragone,  in questo periodo,  sarebbe anche un’occasione ghiotta perché intese  riguardanti  fonti energetiche rinnovabili  appaiono come una manna,  in presenza  di un corposo  appesantimento di costi di trasporto navale, esasperati dalla minaccia costante di bombardamento per chi attraversa lo stretto di Hormuz e si vede costretto  ad evitare il Mar Rosso e, quindi, a circumnavigare l’Africa. In effetti sono tutti i settori innovativi ad essere estremamente interessanti; così, ad esempio, per quanto riguarda l’ Intelligenza Artificiale, che è uno dei principali settori a  cui l’Italia è interessata,   la Cina ha conquistato un primato nell’ambito dei computer quantistici (quantici); infatti mentre alla base dei computer classici c’è il bit (binary digit) cioè il sistema di numerazione a base 2 (che opera con i numeri 1 e 0 ,  a cui in un circuito elettrico corrisponde  aperto oppure chiuso  in ossequio alla logica binaria), alla base dei  computer quantici c’ è il qubit (quantum bit) che abilita i calcoli in parallelo, anziché uno alla volta; ebbene questa modalità consente di ridurre enormemente  i tempi di lavoro: da anni a minuti; si parla addirittura di un miliardo di operazioni al secondo; non dobbiamo, ovviamente, attenderci rivelazioni strategiche, coperte da segreti anche militari ma, strumentazioni avanzate, per esempio nel campo delle previsioni meteorologiche e nell’elaborazione di modelli climatici. Comunque  anche il Know How italiano  ha qualcosa da dire  nell’interscambio internazionale a proposito dei progressi fatti nel settore dei biocarburanti; infatti l’ENI ha portato l’Italia all’avanguardia in questo campo: la trasformazione di oli esausti da cucina, di grassi animali e di residui dell’industria agro-alimentare ha consentito di ottenere  combustibile a saldo zero di emissione di anidride carbonica e, quindi, energia pulita; attualmente Itabus e Flixbus utilizzano biocarburante prodotto dalle raffinerie Enilive di Gela  e Venezia.

Tornando agli accordi del Piano Triennale con la Cina si è fatto notare a livello governativo che il Mediterraneo, con la sua configurazione strategica, si offre naturalmente  come anello di congiunzione con quest’ultima; infatti la Repubblica Popolare Cinese  ha investito 75 miliardi nella zona meridionale del Mediterraneo;  in quest’ambito,  il Mezzogiorno d’Italia assume sempre più un’importanza geopolitica di accesso all’Unione Europea. I porti del Meridione d’Italia  possono diventare Hub internazionali.  E, non ultimo, l’Interporto di Nola.Il futuro del Mediterraneo, in un contesto globale in continua evoluzione, assume una centralità strategica che non può essere sottovalutata. La recente visita del Presidente del Consiglio italiano in Cina e la firma del Piano Triennale di Partenariato Strategico rappresentano un passaggio cruciale per rafforzare la posizione del Mediterraneo come ponte tra l’Europa e l’Asia. Questo bacino, storicamente crocevia di culture, scambi e innovazione, ha ora l’opportunità di riscoprire una nuova rilevanza geopolitica, grazie anche agli investimenti cinesi nel Sud Italia e nel Mediterraneo meridionale.

La rinnovata collaborazione tra Cina e Italia, focalizzata su conoscenze e sviluppo tecnologico, rafforza i legami bilaterali e sottolinea la centralità strategica del Mediterraneo come crocevia tra Europa e Asia. Storicamente centro di scambi culturali ed economici, il Mediterraneo, e in particolare il Mezzogiorno d’Italia, può diventare un fulcro di innovazione e sviluppo sostenibile.

Inoltre l’appuntamento del G7 dei ministri dell’Interno a Mirabella Eclano, in Irpinia, ad ottobre 2024, rappresenta una straordinaria occasione non solo per questa terra, ma per tutto il Sud Italia. Quando il ministro Matteo Piantedosi ha scelto Mirabella come sede per questo importante incontro internazionale, non ha solo voluto rendere omaggio alle sue radici, ma ha anche lanciato un messaggio chiaro: le aree interne, spesso trascurate, hanno un potenziale immenso che merita di essere valorizzato.Questa scelta strategica si inserisce in un più ampio disegno di rilancio del Mezzogiorno, che passa attraverso investimenti infrastrutturali significativi e la valorizzazione delle sue risorse naturali, culturali e umane. L’Irpinia, con l’hub ferroviario dell’alta velocità e le prospettive di sviluppo della Valle Ufita, si candida a diventare un centro nevralgico per la crescita economica e sociale del Sud.Ma il G7 non è solo una vetrina per l’Irpinia. È una finestra attraverso cui il mondo può scoprire la bellezza e la vitalità del Sud Italia, troppo spesso relegato ai margini del dibattito nazionale. È un’occasione per dimostrare che questa parte del Paese non è solo terra di storia e tradizioni, ma anche di innovazione, dinamismo e futuro.

Fioravante Ascolese e Rosa Bianco

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