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L’Irpinia in marcia per la pace. Don Vitaliano: il grido delle piazze sia ascoltato da chi può fermare la guerra

L’Irpinia fa sentire la propria voce ad un anno dallo scoppio del conflitto. Lo fa attraverso una marcia silenziosa che coinvolge cittadini comuni e associazioni, un abbraccio al popolo ucraino e un appello ai governi, che parte da Avellino fino ad arrivare ad Ariano. A sfilare nel capoluogo Cgil di Avellino, Caritas Diocesana Avellino, Arci Avellino, Acli Avellino, Auser Giovannina Morrone, Anpi Provinciale Avellino, Legambiente Avellino, Comunità Laudato sì San Ciro Avellino, PantaRei, Us Acli, Soma, Federconsumatori Avellino, Pax Christi Avellino, Comunità Accogliente, Laika, Emergency Gruppo Avellino-Benevento, Apple Pie.  Tante le bandiera dell’Ucraina che sventolano durante la marcia, a marciare per la pace anche giovani migranti, a ribadire come la vera sfida sia quella della fratellanza.  Anche se la partecipazione è inferiore alle aspettative. E’ Franco Fiordellisi della Cgil a sottolineare come “Diventa fondamentale il contributo delle persone di buona volontà, chiediamo al più presto una conferenza per la pace. Bisogna costruire un percorso programmato per il disarmo anche con il sostegno di Cina e  Brasile. Vogliamo abolire la parola guerra”.

Don Vitaliano della Sala spiega come “Un anno è un’eternità per chi soffre. E’ una sconfitta non essere riusciti fino ad oggi ad intavolare una trattativa per la pace. Dopo 75 anni dalla guerra mondiale siamo riusciti a far scoppiare una guerra nel corso dell’Europa. L’esigua partecipazione a queste manifestazioni fa capire che c’è indifferenza, gli italiani hanno smesso di pensare alla guerra, sono più preoccupati per le bollette, per gli aumenti dei generi di prima necessità o che la guerra ci coinvolga in maniera attiva. E’ importante, perciò, che chi ama la pace faccia la sua parte e intavoli discorsi di pace seri. L’unico che può fermare la guerra è chi l’ha scatenata Putin. Il vescovo ha voluto fortemente che lo striscione ‘Si alzi forte il grido della pace’ campeggiasse sulla facciata del Palazzo Vescovile. Speriamo che il grido di queste piazze d’Italia sia ascoltato da chi può fermare la guerra”.

Mariangela Perito delle Acli di Avellino sottolinea come “Oltre al cessate il fuoco vogliamo sensibilizzare alla cultura del rispetto e della pace. Un percorso che è il frutto di un lavoro quotidiano,non sono necessari solo negoziati ma è importantissimo praticare soluzioni possiili per mettere fine alla guerra. Siamo consapevoli che c’è un aggressore e ci sono delle vittime, ma diventa fondamentale sensibilizzare i governi e l’Europa perchè cambino linguaggi e la si smetta di parlare di corsa agli armamenti. Bisogna restare uniti per iniziare cammino comune”.

“Vogliamo cercare di svegliare i giovani- spiega Carlo Mele della Caritas – Le nuove generazioni hanno smesso di interrogarsi. La nostra è stata una battaglia per far riconoscere i diritti civili e umani. Manifestazioni come queste devono innescare attenzione e interesse nei nostri giovani nei confronti di ciò che sta accadendo”. A partecipare anche il sindaco Gianluca Festa “E’ importante che il governo sia al fianco dell’Ucraina con tutti i mezzi consentiti e senza appart enenze politiche nè partitiche, la presenza degli amministratori e dei cittadini lo testimonia . Abbiamo dimostrato grande sp irito di solidarietà e accoglienza, siamo la popolazione che ha sofferto il terremoto, è stata accolta ed aiutata e ha sempre ricambiato l’accoglienza ricevuta” E sull’ipotesi di un gemellaggio con la città ucraina di Irpin “Speriamo che si giunga presto ad un armistizio e sarà poi l’occasione per sancire questa vicinanza attraverso un gemellaggio”. Tanti anche i cittadini comuni con cartelli, striscioni e fiaccole come la scrittrice Emilia Cirillo “Avellino risponde. E’ un segnale positivo che la gente sia scesa in piazza al grido di pace”

La comunità di Grottaminarda  si mobilita

A volte il silenzio conta più di tante parole. E’ quello che è accaduto stasera, durante il corteo  che ha lanciato, dalla cittadina ufitana, un messaggio di pace, nel segno della riflessione. Da piazzale San Pio alla Chiesa del Rosario, tutti con una fiaccola in mano per dire: “Stop alla guerra in Ucraina, subito un trattato di pace! “. L’iniziativa, in sintonia con tante altre città d’Irpinia e d’Italia che hanno raccolto l’invito della rete “Europe for Peace”,  ha voluto ribadire la contrarietà alla guerra. Oggi che è passato un anno esatto dall’inizio di quella che, Vladimir Putin, ha chiamato”operazione speciale”.
Nel corteo di Grottaminarda,  presenti il sindaco, Marcantonio Spera,  e l’amministrazione comunale, i Parroci della chiesa di S.Maria Maggiore, le Associazioni, la Pubblica Assistenza. E, ovviamente, tanti cittadini e numerosi ucraini. Al termine della fiaccolata la messa presso la chiesa del Rosario. Il messaggio che, questa giornata, ha trasmesso è che ognuno di noi deve essere operatore di pace. In ogni parte del mondo. (Giancarlo Vitale )
Da Mirabella ad Ariano, un solo grido: tacciano le armi
 Un sol grido: basta guerra. tacciano le armi.  All’unisono o quasi l’appello per la pace dalle fiaccolate che si sono svolte ad Ariano, Mirabella e Frigento, come in altri luoghi della provincia.  A promuovere la fiaccolata a Mirabella Eclano i Comuni di Mirabella e Bonito in collaborazione con l’Ic Raimondo Guarinie, le associazioni e le parrocchie del territorio.  I partecipanti si sono ritrovati in Piazza XXIV Maggio. Alle 17.30 l’inizio della fiaccolata con la presenza delle autorità civili, religiose e militari e con la partecipazione di tutta la comunità. Hanno attraversato Via Eclano, via Municipio, via Roma, via Maddalena e via S.Angelo. per arrivare intorno alle 18 presso il piazzale antistante la scuola. Tante le testimonianze di profughe di guerra. A Frigento erano presenti l’Anpas e l’Anpi, insieme all’amministrazione comunale.  Davanti al monumento per i caduti di tutte le guerre sono intervenuti il presidente provinciale Associazione nazionale partigiani, Giovanni Capobianco che ha menzionato  Gianni Rodari nel ricordare i mali della guerra, il presidente locale di Anpas Sabino Famiglietti che ha ricordato l’articolo 11 della Costituzione italiana ed il sindaco Carmine Ciullo che ha espresso il proprio timore che questo sia solo l’inizio di un altro anno di guerra ed ha esortato tutti a fare quanto in proprio potere a difesa della pace.
Ad Ariano nutrita la squadra  intervenuta per i saluti a cominciare dal sindaco Enrico Franza, il Vescovo Monsignor Sergio Melillo, l’assessore Pasqualino Molinario e quindi la responsabile del progetto di accoglienza Ambito A1, Lucia Gesa, il presidente di Aios Protezione civile Amedeo Iacobacci, Gerarda del Medico per l’Associazione Vita, Sara Sebastiano per la Fidapa, Maria Spina per Panacea ODV Lucia Scrima per Pamathlon Club, il presidente dei Lions Club Franco Tartini, Michele Gelormini di Cittadinanzattiva, MArio De Furia per il Corpo  forestale.  Presenti le forze dell’ordine, le Guardie nazionali Ambientali e i consiglieri comunali. «Ad un anno dall’inizio della guerra – ha dichiarato l’assessore Molinario – abbiamo inteso come amministrazione di organizzare un incontro con la comunità ucraina presente nel nostro territorio. Lo facciamo con le associazioni che contribuiscono all’accoglienza , il Sai, il sistema pubblico di accoglienza  e il consorzio sociale. Il Comune ha voluto con forza l’ampliamento dei posti di accoglienza per rispondere a questa tragedia». Il sindaco Franza ha chiesto a gran voce  di fermare la guerra  ed ha espresso solidarietà al popolo ucraino a nome del Comune. E parole di pace sono giunte dal Vescovo, Melillo che come sempre ricorda l’importanza del parola di Dio e prega per la pace.
In tantissimi hanno sfilato anche a Mirabella con fiaccole e striscioni per far sentire il no deciso ad ogni guerra. Tante anche le famiglie che hanno voluto essere presenti

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