Gli agricoltori dell’Irpinia sono partiti per Roma per partecipare alla mobilitazione nazionale promossa dal Coapi – Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani, per portare all’attenzione delle istituzioni la crisi sempre più grave che colpisce il mondo agricolo e in particolare i territori delle aree interne. Tra i presenti nella capitale ci sono le delegazioni di Uniagri e del Comitato Agricoltori Avellinesi, entrambe parte del Coapi. Già dalla giornata di ieri Roberto Lauro, presidente del Comitato Agricoltori Avellinesi, è arrivato a Roma insieme ad altri agricoltori per prendere parte alla prima giornata di mobilitazione. Oggi si è aggiunta la delegazione di Uniagri, guidata dal presidente Antonello Nudo, giunta con un pullman pieno di agricoltori irpini.
“Per i due gruppi – fanno sapere – è fondamentale portare in piazza il tema delle aree interne, sempre più penalizzate rispetto ad altri territori. La distanza dai mercati, i costi della logistica, la carenza di servizi e infrastrutture rendono l’attività agricola sempre più difficile. Nelle aree interne tutto pesa di più e tutto costa di più. Negli ultimi mesi, inoltre, molte aziende agricole dell’Irpinia stanno vivendo una crisi economica pesante, con produzioni simbolo del territorio come grano e nocciole che non riescono più a garantire reddito alle aziende”.
“La mobilitazione del Coapi porta in piazza anche questioni di carattere nazionale e internazionale: la forte contrarietà all’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur, che rischia di mettere ulteriormente in difficoltà l’agricoltura italiana, e la denuncia dell’aumento dei costi di produzione, a partire dal prezzo del gasolio agricolo, cresciuto anche a causa delle tensioni e delle guerre internazionali che stanno ricadendo sui produttori e sui cittadini”. “Siamo in piazza perché l’Irpinia esiste e non deve morire”, spiegano gli agricoltori irpini presenti alla mobilitazione.
Antonello Nudo partecipa alla manifestazione anche come presidente della Rete dei Municipi Rurali, portando con sé la forza di 136 delibere comunali e provinciali con cui amministrazioni locali hanno chiesto alle istituzioni il riconoscimento dello stato di crisi agricola. “Un segnale importante che dimostra come la crisi agricola non riguardi solo le aziende ma intere comunità locali. Da qui nasce anche una domanda centrale che gli agricoltori portano a Roma: che ruolo possono avere i municipi nel sostenere le comunità rurali e difendere il diritto al cibo?”. Gli agricoltori irpini ribadiscono che la loro presenza nella capitale “non è contro qualcuno, ma per la sopravvivenza dell’agricoltura e delle aree interne, territori che continuano a garantire produzione di cibo, presidio ambientale e vita alle comunità locali”.







