Il 30 ottobre 1991, Scibelli era a bordo della sua Giulietta blu scuro e con lui c’era la moglie Francesca, incinta al settimo mese. A pochi metri dalla curva di Quindici, la macchina fu investita improvvisamente da una violentissima scarica di armi da fuoco. Più di cento pallottole, esplose anche con un fucile kalashnikov. I due finirono in due ospedali diversi: Francesca e la piccola che portava in grembo si salvarono miracolosamente mentre Scibelli morì alle 9 del mattino seguente al Cardarelli di Napoli.
L’iter giudiziario per il riconoscimento dei colpevoli è stato lento perché solo nel 2011 furono arrestati Felice Graziano, classe 1964, e Antonio Graziano, classe 1963, entrambi legati alla famiglia dei Graziano. I veri obiettivi dell’agguato erano Antonio Cava e suo cugino Aniello Grasso, entrambi legati al clan Cava, che si trovavano in una macchina dello stesso modello di quella di Scibelli e, inoltre, anche di uguale colore.



