C’è anche l’Avellino Rocchetta tra i “111 luoghi delle ferrovie turistiche che devi proprio scoprire”, realizzato dalla Fondazione FS Italiane, nella collana 111 di Emons Edizioni. A rivivere i luoghi legati ai Binari senza Tempo, il progetto della Fondazione FS Italiane che dal 2014 a oggi ha recuperato e riattivato 13 tratte sospese o dismesse, convertendole in ferrovie turistiche. Binari che attraversano un territorio preziosissimo percorsi da locomotive a vapore e carrozze d’epoca recuperate e filologicamente restaurate dalla Fondazione FS che consentono ai viaggiatori di assaporare un passato non troppo lontano e visitare una parte d’Italia ancora tutta da scoprire. Grande la soddisfazione di Pietro Mitrione di “InlocoMotivi”: “La presenza dell’Avellino Rocchetta in questo volume ci ripaga del lavoro svolto in questi anni per restituire la ferrovia alla comunità. Ci ricorda come quando iniziammo questo percorso, in tanti preferirono restare con le mani in tasca”
Quasi 1.000 chilometri di strade ferrate strappate all’oblio. Dall’antica Valle dei Templi di Agrigento ai panorami dolci del Lago d’Iseo e della Val d’Orcia, passando per i paesaggi ad alta quota dell’Appennino abruzzese, 111 luoghi delle ferrovie turistiche che devi proprio scoprire traccia una mappa di un vero e proprio “museo all’aperto” che offre un’opportunità di viaggiare in modo lento e sostenibile alla scoperta della provincia italiana e dei suoi borghi da Nord a Sud. “I 119 chilometri della linea Avellino Rocchetta – si legge nella guida – sono stati disegnati per permettere l’emancipazione di tanti piccoli centri abitati dell’Irpinia”. Dall’inaugurazione nel 1892, fortemente voluta da Francesco De Sanctis, del primo tratto tra Rocchetta e Monteverde alla chiusura nel 2010, per essere poi percorsa dal 2016 dai treni storici e turistici. “La ferrovia attraversa colline con vitigni e uliveti, fiumi e laghi: questa terra, ricordata da molti per il drammatico terremoto del 1980, risente da più di un secolo del processo di emigrazione, con i piccoli centri urbani che subiscono un progressivo spopolamento. Oggi, sfruttando i suoi numerosi pregi naturalistici e paesaggistici. è alla ricerca di una nuova identità e si propone come meta turistica”. Il volume racconta le suggestioni del percorso che abbraccia la bellezza dell’Irpinia tra monti, santuari e paesi che sembrano presepi: “Lasciato Avellino, il treno raggiunge i vigneti di Lapio, che producono il celebre Fiano di Avellino docg. Poco distante da qui passava il tracciato originario della Via Appia. Superato il suggestivo ponte Principe, grande opera ingegneristica, il paesaggio abbraccia i rilievi selvaggi del Parco Regionale dei Monti Picentini, abitati dal lupi grigio. Si alternano mete diversificate , come il grazioso borgo di Nusco e l’abbazia del Goleto, fondata da San Guglielmo e di recente tornata a vivere dopo secoli di abbandono. A Morra De Sanctis è stato attivato il parco letterario intitolato a Francesco De Sanctis. La natura e la mano dell’uomo sono protagoniste a Cairano, dove sulla sommità del paese suona senza sosta un organo a vento. Entrando in Basilicata, si incontrano le frequentissime cascate di San Fele e poi Aquilonia dalla leggendaria quercia secolare. Si raggiunge, quindi, la meta finale in Puglia, Rocchetta Sant’Antonio, dominata dal castello con la torre a forma d prua, dove si tramanda la leggenda della Murgia del diavolo.”
Sara Pupillo, autrice del volume, è da sempre grande appassionata di treni e ferrovie. Natalino Russo, giornalista e fotografo, firma alcune delle fotografie che accompagnano le schede. Una selezione di foto presenti nel volume proviene dall’archivio della Fondazione FS Italiane.
Il volume è impreziosito da una prefazione di Luigi Cantamessa, Direttore Generale Fondazione FS Italiane e Amministratore Delegato FS Treni Turistici Italiani.



