“Io personalmente sono sempre stato eletto con le preferenze ma siccome ci sono dei dubbi non devono essere un ostacolo quindi per me si può fare a meno”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando alla Camera di legge elettorale.
Per il leader di Fi,”i nostri rappresentanti stanno lavorando con gli altri partiti del centrodestra. Bisognerà parlare con le forze dell’opposizione per fare una legge elettorale. Non ci vuole mica un anno, stiamo lavorando, ci son state altre cose da fare. Il Parlamento è stato molto impegnato su manovra, Ucraina, Venezuela, Iran”.
Tajani ha quindi ribadito il no di Fi all’ipotesi di prevedere il nome del premier sulla scheda elettorale per “dubbi costituzionali” “non contro qualcuno”: “Finché non ci sarà una riforma che cambia la Costituzione, il premierato, il presidente della Repubblica, sentiti i gruppi parlamentari, indica al Parlamento il presidente del Consiglio. Si può indicare il premier nella presentazione del programma ma non può essere messo sulla scheda elettorale. Il nome, ad esempio quello di Berlusconi, è sempre stato nei simboli, mai sulla scheda”
Arriva subito il commento del capogruppo di AVS nella commissione Affari costituzionali della Camera Filiberto Zaratti: “Ogni giorno la destra somministra pillole di idee sulla legge elettorale. Oggi Tajani dice, bontà sua, che ‘Bisognerà parlare con le forze dell’opposizione’. Ma quando parleremmo tra loro visto che non hanno una posizione ? Inutile rimestare senza una proposta chiara e più passa il tempo più si avvicina la data che rende impossibile un intervento legislativo troppo a ridosso delle future elezioni”.



