Giovedì, 12 Marzo 2026
03.34 (Roma)

Ultimi articoli

L’eredità di Moro, una politica senza compromessi

Di Rosa Bianco

A quarantasette anni dalla tragica scomparsa di Aldo Moro, la sua visione politica è tornata al centro del dibattito nella tavola rotonda svoltasi ad Avellino, promossa dal Coordinamento per la Fondazione “Democrazia Compiuta” e presentata da Teresa Mele e Clelia Gambino.

L’incontro, tenutosi nel pomeriggio del 9 maggio presso l’auditorium della Chiesa di San Alfonso Maria de’ Liguori nel quartiere San Tommaso, ha rappresentato non solo un omaggio alla memoria dello statista, ma anche un momento di forte rilancio culturale e civile su ciò che significa, oggi, costruire una democrazia fondata sui diritti.

Padre Antonio Marcello Proietto, parroco ospitante, ha aperto i lavori ricordando come Aldo Moro rappresenti ancora oggi un punto di riferimento imprescindibile per chi intende la politica come vocazione al servizio e alla responsabilità.

Antonio Limone ha richiamato la necessità di recuperare il senso della mediazione e del pluralismo come strumenti fondamentali del governo democratico, denunciando la deriva populista e mediatica che oggi impoverisce il discorso pubblico. Ha auspicato un ritorno a una politica ispirata alla profondità culturale e al rigore etico incarnati da Moro.

Enzo De Luca ha rievocato il Moro costituente, il politico che ha lottato per una democrazia sostanziale, fondata sull’inclusione e sulla giustizia sociale. Ha inoltre sottolineato l’urgenza di una governance europea più attenta ai diritti ambientali e sociali, lanciando un appello per un nuovo “patto civico europeo”, capace di unire sviluppo e solidarietà.

Di grande intensità è stato l’intervento di Gianni Festa, direttore del Corriere dell’Irpinia, che con lucidità e passione civile ha rievocato i drammatici giorni del sequestro Moro, sottolineando il ruolo svolto dalla stampa – in particolare da Il Mattino – nel raccontare quella tragedia con umanità e rigore. Festa ha però voluto guardare avanti, invitando a ripensare la politica come partecipazione autentica. «La politica è partecipazione», ha affermato, rievocando le sezioni di partito come luoghi di formazione e confronto, oggi scomparsi, travolti dal trasformismo e dal protagonismo sterile.

Con parole severe ma mai pessimiste, Festa ha invocato un ritorno alla passione civile autentica, non piegata all’interesse personale ma ispirata al bene comune. Ha ricordato “i magnifici sette”, quella classe dirigente che seppe guidare l’Italia e contribuire alla costruzione dell’Europa, contrapponendola al vuoto di riferimenti che oggi colpisce le nuove generazioni. Il suo messaggio è stato chiaro: senza politica alta, senza ideali condivisi, non ci sarà futuro.

Nel corso dell’incontro è emersa con chiarezza l’attualità del concetto di “democrazia compiuta”: non un ideale astratto, ma una necessità storica per affrontare le sfide del nostro tempo – dalla transizione ecologica alla crisi della rappresentanza, dalla giustizia sociale alla tutela dei diritti.

A rendere ancora più vivo e pulsante il senso dell’evento è stato l’intenso dibattito che ha fatto seguito agli interventi. In un clima di autentico confronto civile, il pubblico ha saputo arricchire il pomeriggio con riflessioni di grande spessore. Incisivi, coraggiosi e lucidi sono stati i contributi del notaio Edgardo Pesiri, che ha posto interrogativi sferzanti sul ruolo della legalità nella crisi delle istituzioni; del professor Pellegrino Caruso, che ha approfondito le degenerazioni del linguaggio politico e la necessità di una nuova educazione civica; dell’insegnante e giornalista Rosa Bianco, che ha invocato una rinascita culturale attraverso la scuola e l’informazione libera; e della consigliera comunale di Mercogliano Ilaria Gaeta, che ha posto la questione di come sia possibile creare nuovi modi di aggregazione sociale e politica, capaci di coinvolgere soprattutto i giovani.

La bussola indicata da Aldo Moro – una politica fondata sul dialogo, sulla dignità della persona e sulla costruzione del bene comune – ha ispirato ogni intervento, restituendo al dibattito pubblico un tono alto, profondo e necessario.

L’evento del 9 maggio non è stato soltanto un tributo alla memoria di uno dei padri della Repubblica. È stato un atto politico e culturale, un richiamo alto alla coscienza collettiva, che ha chiamato cittadini, istituzioni e forze sociali a riappropriarsi di un dovere fondamentale: quello di custodire e compiere, ogni giorno, una democrazia autentica e pienamente vissuta.

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Cronaca

La Polizia di Stato di Avellino ha denunciato, in stato di libertà, quattro persone per truffa aggravata e tentata truffa….

Nell’ambito dei rafforzati servizi di controllo del territorio nell’area dell’Alta Irpinia, anche in base a quanto emerso in sede di…

Processo di Appello da rifare per uno dei componenti della banda dedita ai furti sgominata nel 2018 dai Carabinieri della…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Il Comune di Avellino riconosce lo Stato di Palestina e chiede che vengano interrotte le relazioni diplomatiche e commerciali con Israele. Avellino era rimasto uno dei pochi comuni italiani a non partecipare a questa mobilitazione ideale di massa contro i massacri che si stanno verificando a Gaza nella guerra tra...

Parte il 2 maggio da Avellino il progetto “Cantiere Democratico – Idee per il presente, visioni per il futuro”, promosso dal Circolo PD “Aldo Moro” di Avellino (Bellizzi Irpino), con un primo incontro presso la sede provinciale del Partito Democratico in Via Tagliamento 32, alle ore 17:30. La I Tappa...

Un nuovo Pd, al passo con i tempi. Anche in Campania ed ad Avellino. Nel partito serve una svolta, ma senza scontro, compattandosi su proposte serie, credibili, su battaglie condivise, come succede contro l’autonomia differenziata. Al Carcere Borbonico, l’incontro organizzato dal circolo Aldo Moro, prima sezione dem in Irpinia ad...

“Bellizzi non è una periferia, ha una storia di autonomia, è stata un Comune e in futuro questa frazione può diventare una realtà municipia”. Antonio Gengaro è a Bellizzi per inaugurare la sede del comitato elettorale di Antonio Iannaccone, storico riferimento della comunità di questo pezzo di città, candidato a...

Ultimi articoli

Attualità

“Nel mio libro ho raccontato una storia vera, e l’ho fatto come se fosse una favola”. “La principessa di Bengodi”…

Ci tiene a fare chiarezza l’Istituto Superiore De Gruttola. In merito alle dichiarazioni rilasciate dal vicesindaco e assessore competente prof.ssa…

Il 24 marzo prossimo l’irpino Giovanni Esposito, componente della VIII Commissione “Affari Sociali e Sanità”, presieduta da Mimmo Loffredo, e…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy