Dalla lotta allo spopolamento all’emergenza idrica, dalla necessità di potenziare le infrastrutture agli investimenti sulla qualità dei servizi. E’ una riflessione a tutto campo sul legame tra Europa e sviluppo del territorio quella che consegna l’eurodeputato dei 5 Stelle Danilo Della Valle, nel corso di un confronto al Circolo della stampa, coordinato da Sara Spiniello, del gruppo territoriale 5 Stelle Avellino. Tante le sollecitazioni scaturite dal dibattito con rappresentanti del mondo dell’economia, della scuola, della cultura, delle amministrazioni locali. Della Valle ascolta ogni intervento, prende appunti e replica punto, per punto, a partire dal nodo legato alla gestione delle risorse idriche: “L’acqua – ribadisce – è al centro dell’impegno del nostro movimento, siamo convinti che debba continuare ad essere un bene comune e non possa finire nelle mani dei privati. E’ tempo di smetterla di inseguire le emergenze e promuovere investimenti. C’è bisogno di una gestione partecipata e trasparente, che sia autenticamente democratica”. Si dice d’accordo sulle potenzialità legate all’agricoltura e alla valorizzazione del turismo “ma è chiaro che il turismo non può essere l’unica soluzione, non può bastare la turistificazione dei borghi per restituire loro un futuro. Deve essere accompagnata dalla realizzazione delle infrastrutture, dall’efficienza dei servizi, dalla banda larga ai trasporti”. Ribadisce come lo spopolamento dei territori è “il frutto delle scelte politiche del governo, di un sistema di stampo liberista in cui l’economia è dominata da multinazionali e grandi aziende, così da lasciare ai margini i piccoli comuni”. Sui fondi europei sottolinea come il problema esista “Troppe sono le opportunità dei fondi europei che passano inosservate, tante le risorse che continuano ad essere sprecate, di qui la scelta di puntare su una scuola di formazione on line per educare a un corretto uso delle risorse perchè arrivino sui territori e siano utilizzate al meglio”. Spiega con amarezza come “dobbiamo fare i conti con la subalternità dell’Europa agli Usa e lo conferma la scelta di una politica del riarmo, che risponde a interessi puramente economici”.
Ricorda come “i dazi commerciali o le tensioni tra Stati Uniti ed Europa influiscono direttamente sulle nostre aziende. Se l’Europa avesse cercato nuovi accordi con economie emergenti, probabilmente alcune imprese oggi in difficoltà avrebbero migliori opportunità sui mercati”. Pone l’accento sull’impegno portato avanti con il Movimento 5Stelle, attraverso interrogazioni e monitoraggio costante sulla crisi idrica in Basilicata e sulla Terra dei fuochi o sull’emergenza carceri in Italia. Dobbiamo continuare ad agire su due fronti, da un lato il fronte della macropolitica, a partire dai conflitti internazionali, che hanno forti ripercussioni anche sulla vita quotidiana di tutti noi, con un incremento del prezzo del gas, ad esempio, dall’altro l’attenzione ai problemi concreti dei territori. Purtroppo, la realtà è quella di un’Europa che riunisce interessi troppo divergenti tra loro e questo alla lunga rischia di provocare divisioni”. Ribadisce la volontà di ascoltare ed essere al servizio dei territori, per farsi portavoce a Bruxelles delle esigenze della comunità. E sulla giunta regionale targata Fico “Con il presidente Fico siamo certi che ci sarà una svolta. Abbiamo grande fiducia nel suo operato. Sicuramente sarà una legislatura di ascolto, con un cambio di marcia, in particolare sulle politiche verso le aree interne”.
Sara Spiniello del Gruppo Territoriale del Movimento 5Stelle evidenzia la valenza di cui si carica il confronto “E’ importante che i fondi europei vengano utilizzati concretamente per il bene comune e che Avellino abbia un ruolo significativo nel contesto europeo”. Il sindaco di Grottolella Antonio Spiniello pone l’accento sulla “pessima programmazione relativa ai finanziamenti che arrivano dall’Europa, incapace di contrastare in nessun mondo l’abbandono dei nostri borghi. Abbiamo perso 40.000 abitanti in dieci anni. Occorre una inversione di tendenza per permettere la sopravvivenza delle nostre piccole comunità, concentrando i fondi sulle eccellenze dell’Irpinia e cercando di fare rete. Chiediamo che gli interventi non siano a pioggia ma siano legati alle peculiarità dei territori, solo così si può rilanciare l’economia locale. Al tempo stesso, c’è bisogno di norme specifiche che regolamentino l’accesso alle risorse, per evitare che tutto si riduca ad una lotta tra comuni per avere il proprio campo sportivo o risistemare una strada”.
L’avvocata Giovanna Perna ricorda l’impegno dell’associazione “Il lampione della cantonata” nel settore della giustizia retributiva nel segno del confronto e del dialogo, con l’obiettivo di rieducare chi ha sbagliato, responsabilizzandolo e favorendone il cambiamento, a partire dai giovani. Lo testimoniano progetti come i dialoghi riparativi avviati con gli adolescenti o il docufilm realizzato nel carcere di Bellizzi. “C’è bisogno – spiega -di un’Europa che sia vicina ai territori, che ribadisca la centralità della persona e incida sulla vita quotidiana dei cittadini, che difenda i diritti”. Alfredo Riccio dell’associazione animalista a Montecitorio pone l’accento sulla necessità di tutelare la biodiversità e proteggere animali come il lupo “che non è più considerato specie protetta e rischia di essere abbattuto. Non dimentichiamo che rappresenta l’unico predatore naturale in un contesto in cui ci si continua a lamentare dei cinghiali e si foraggia la lobby dei cacciatori”. Pasquale Luca Nacca di Insieme per Avellino evidenzia le grandi emergenze con cui convive l’Irpinia, da quella idrica in una terra che fornice l’acqua alla Puglia ma finisce per non averla per le proprie comunità “Dal governo Meloni abbiamo ricevuto fino ad oggi solo promesse, confidiamo invece nell’impegno del governatore Fico che ha garantito una cabina di regia per le aree interne. Un’emergenza, quella idrica, che si affianca a quella legata alla sanità territoriale con il problema irrisolto del Pronto Soccorso e il nodo trasporti con l’elettrificazione Salerno Avellino che attende ancora di essere completata”.
Giulio De Angelis, presidente Federcomadest ricorda come “lo sviluppo del Sud debba guardare sempre di più al Mediterraneo” e ammette come “il Pnrr è stato un fallimento fino ad oggi, mentre la sfida resta quella di trasformare Avellino in un polo produttivo, puntando sullo sviluppo delle infrastrutture”. E spiega con amarezza come “non esistano leggi capaci di imporre interventi sismici ed energetici a tutti i fabbricati”. Il dirigente scolastico dell’istituto De Sanctis-Amatucci Pietro Caterini, ribadisce l’importanza di scommettere sulle potenzialità nel campo agro-alimentare e incentivare la realizzazione di cooperative agricole contro l’abbandono dei territori, trasmettendo ai giovani una mentalità imprenditoriale, valorizzando i borghi turistici “Perchè ciò sia possibile diventa fondamentale far conoscere le tante opportunità legate ai fondi europei che esistono. La comunicazione gioca un ruolo fondamentale”. Antonio Dello Iaco, vicepresidente di Legambiente, rilancia sulla mancanza di un sistema efficiente dei trasporti “Continuiamo ad essere l’unico capoluogo senza una ferrovia. Il termine dei lavori per la Avellino-Salerno è stato rinviato al 2027 mentre non sono più disponibili fondi per il tratto Benevento-Avellino”. Quindi pone l’accento sullo sviluppo legato alle rinnovabili “La nostra terra è stata sfruttata tanto ma ad oggi manca una normativa che disciplini l’uso delle royalties perchè siano destinate a progetti che abbiano una validità per il territorio”. E sul tema rifiuti “E’ inaccettabile che l’Irpinia sia costretta a esportare rifiuti e che non sia stato realizzato un biodigestore in provincia di Avellino”. Teobaldo Acone, ambasciatore Città del vino evidenzia come lo sviluppo dell’Irpinia non possa prescindere da investimenti sulle aziende vitivinicole, dove cominciano ad operare tantissimi giovani, di qui l’impegno di Città del vino attraverso la promozione dell’enoturismo e di un laboratorio dedicato allo studio del territorio. Virgilio Caivano dell’Associazione Piccoli Comuni lancia l’allarme sulla democrazia a rischio nel Mezzogiorno “lo dimostra la nuova definizione dei parametri montani che finisce per escludere comuni come Monteverde. Ma penso anche ai pericoli che arrivano dalla governance idrica e dalla volontà dei privati di mettere le mani sull’acqua”.
Tra gli interventi anche quello del Prof.Pellegrino Caruso che evidenzia il proprio disagio, “Come uomo della scuola nel promuovere un’Agenda 2030 con obiettivi ormai scaduti. Non ho mai smesso di sostenere giovani come Antonio Dello Iaconed incoraggio i miei alunni a sentirsi partecipi nella societa’ perche’ lo stesso Francesco De Sanctis fu abile nel gestire due ” pagine” di vita, quella politica e quella letteraria. Condivido la seria preoccupazione di Della Valle per la tendenza bellicista di un ‘Europa che sta anteponendo la guerra alla cultura, alla scuola, ai servizi, alla sanita’…Tengo sempre a mente un altro illustre irpino come Giuseppe Vedovato che dalla sua Greci ha portato in Europa l'” Amor libri” come dimostrano i suoi volumi donati a Strasburgo. Amo e difendo l’ Europa delle grandi menti, non dei grandi affari”.








