Un’analisi della camorra come sistema di relazioni e come attore politico e sociale capace di incidere sulle dinamiche di regolazione dei territori, dei mercati e delle istituzioni locali. E’ l’idea da cui muove “Oltre i clan” di Federico Esposito. Sarà presentato il 9 gennaio presso la sede Fortapasc di Atripalda nell’ambito degli incontri promossi da Libera Avellino. A confrontarsi Davide Perrotta di Libera Campania, Stefano Iannillo, presidente Arci Avellino, i professori Anna Maria Zaccaria, docente di sociologia dell’ambiente alla Federico II di Napoli e Domenico Fruncillo, docente di sociologia dei fenomeni politici all’Università di Salerno. “Negli ultimi anni, la diffusione di film e serie tv sulla camorra ha contribuito a diffonderne un’immagine prevalentemente violenta e spettacolarizzata. – si legge nella nota di presentazione dell’incontro – Tale visione ha favorito un senso comune che identifica la camorra come un universo criminale autonomo, isolato e impermeabile rispetto alla società civile e alle istituzioni. Gli studi storici e sociologici più recenti hanno tuttavia mostrato i limiti di questo paradigma interpretativo, evidenziando la natura plurale e relazionale del fenomeno, strettamente connessa ai contesti socio-economici e politici in cui si radica. L’indagine si concentra sul caso del comune di Pagani, nell’Agro nocerino-sarnese, un contesto emblematico per la comprensione dei processi di formazione, riproduzione e legittimazione del potere camorristico. Ne emerge una lettura della camorra come fenomeno dinamico, storicamente situato e in costante ridefinizione, la cui persistenza dipende dall’intreccio con le strutture economiche, istituzionali e culturali delle aree di insediamento. Una riflessione rigorosa sulle relazioni tra criminalità organizzata e società, che restituisce alla camorra la sua dimensione più autentica: quella di fenomeno sociale complesso, che non può essere compreso senza un’attenta analisi delle comunità che lo producono e ne subiscono gli effetti”.



