Sono dati tutt’altro che incoraggianti quelli relativi alla presenza delle donne nelle amministrazioni comunali come sindaci, assessori o consiglieri nelle province campane. Dati che ribadiscono la necessità di politiche che favoriscano la partecipazione delle donne in politica. In totale sono 488 i sindaci uomini, pari al 93,7% del totale, contro appena 33 donne, che rappresentano il 6,3%. Analizzando il dato per provincia, ad Avellino sono 103 sindaci uomini (92,8%) e 8 donne (7,2%); a Benevento 76 uomini (97,4%) e soltanto 2 donne (2,6%); nella provincia di Caserta i sindaci uomini sono 95 (95,0%) mentre le donne sono 5 (5,0%). Nella provincia di Napoli si contano 72 sindaci uomini (93,5%) e 5 donne (6,5%), mentre a Salerno si registrano 142 uomini (91,6%) e 13 donne (8,4%), dato che rappresenta la percentuale femminile più alta tra le province considerate, pur restando comunque molto bassa. Dati che crescono relativamente al numero degli assessori comunali. Nel complesso, gli uomini sono 976 (56,7%), mentre le donne sono 744 (43,3%). Anche in questo caso è possibile osservare alcune differenze territoriali: nella provincia di Avellino gli assessori uomini sono 170 (56,1%) e le donne 133 (43,9%); a Benevento si registrano 130 uomini (59,9%) e 87 donne (40,1%); nella provincia di Caserta gli uomini sono 189 (57,3%) e le donne 141 (42,7%). A Napoli si contano 216 assessori uomini (55,4%) e 174 donne (44,6%), mentre a Salerno gli uomini sono 271 (56,5%) e le donne 209 (43,5%). Dati che attestano come la rappresentanza politica locale sia ancora caratterizzata da una forte prevalenza maschile, a conferma che il percorso verso una piena parità di genere nelle istituzioni locali è ancora in corso.
Lomazzo: presenza delle donne nelle amministrazioni ancora troppo bassa. Necessarie le quote rosa per promuovere la loro partecipazione
Bata guardare ai dati relativi alla presenza dei consiglieri nelle province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno per comprendere come la prevalenza maschile all’interno degli organi di rappresentanza resti fortissima quando non ci sono leggi che tutelano la parità come le quote rosa. Complessivamente, i consiglieri uomini sono 4613, pari al 72,1% del totale, mentre le donne sono 1789, cioè il 27,9%. Analizzando i dati per singola provincia emergono alcune differenze. Ad Avellino si registrano 877 consiglieri uomini (73,3%) e 319 donne (26,7%). A Benevento la presenza maschile è ancora più elevata, con 649 uomini (76,0%) contro 205 donne (24,0%), rappresentando la percentuale più bassa di presenza femminile tra le province considerate. Situazione leggermente diversa si osserva a Caserta e Napoli, dove la partecipazione femminile è relativamente più alta. A Caserta si contano 832 uomini (69,3%) e 369 donne (30,7%), mentre a Napoli i consiglieri uomini sono 894 (69,1%) e le donne 400 (30,9%), la percentuale più alta di rappresentanza femminile nel campione analizzato. Infine, la provincia di Salerno registra il numero più alto di consiglieri in termini assoluti: 1361 uomini (73,3%) e 496 donne (26,7%). Nel complesso, i dati mostrano che, nonostante alcuni segnali di maggiore partecipazione femminile in alcune province, la rappresentanza politica locale resta fortemente sbilanciata a favore degli uomini.
“Questo – scrive la consigliera regionale di parità Mimma Lomzzo – a 60 anni dal voto per la partecipazione al voto sia passivo che attivo nelle elezioni amministrative concesso alle donne. ( allora furono elette 12 sindache). Dal quadro emerge che laddove c’ una previsione cogente della norma , come con la previsione nella legge del Rio ( quote in giunta) le donne avanzano. Ecco perché sono ancora necessarie le azioni positive ( quote) per promuovere le donne in tutti gli ambiti della nostra società pur a fronte di indiscutibili competenze e preparazione”







