“Dobbiamo rieducare i giovani allo stare insieme in modo sano”. A lanciare l’appello è Cinzia Tino, mamma di Roberto Bembo, ventenne ucciso da un coetaneo nel corso di una lite il 31 dicembre del 2024. L’occasione è offerta dal convegno su “Salute mentale e nuove generazioni” promosso dal Gruppo Territoriale 5S Avellino in collaborazione con le associazioni Network Giovani, Unione Giovani Sinistra, Give Back, Asd Roberto Bembo, Arci, Apple Pie e Giovani Democratici. “L’associazione è nata poco più di un anno fa – prosegue Cinzia Tino – dalla volontà di promuovere un messaggio di aggregazione e socialità. Roberto era il fratello di tutti, aveva tantissimi amici, che sapevano di poter sempre contare su di lui, di qui l’idea di portare avanti il suo spirito di fratellanza”. Ribadisce, nel corso dell’incontro moderato dalla giornalista Marina D’Apice e introdotto da Sara Spiniello, rappresentante Gruppo Territoriale 5Stelle e Luigi Bisogno, Network Giovani Campani, come “Oggi più che mai è fondamentale l’impegno da parte delle famiglie perchè tornino a insegnare ai ragazzi a schierarsi dalla parte del più debole, degli ultimi, a contrastare ogni forma di bullismo e violenza fisica e verbale. Una violenza che si manifesta spesso attraverso i social e che finisce per condizionare fortemente i ragazzi più fragili. Mentre bisogna abbandonare l’idea del tutto e subito, della ricerca della perfezione e imparare a condividere”.
Un’emergenza, sottolineata anche dall’onorevole Carmen Di Lauro “I giovani hanno bisogno di ascolto, di qui la necessità di presidi del Servizio Sanitario Nazionale sul territorio che sono fino ad oggi insufficienti. La domanda di aiuto è stata fino ad oggi trascurata, le stesse scuole non sempre possiedono gli strumenti necessari per intervenire. A questo proposito, ho presentato una legge per garantire la presenza di uno psicologo scolastico in tutti gli istituti. La maggioranza ha compreso che si tratta di un’emergenza ma si è limitata a stanziare dieci milioni di euro che sono assolutamente insufficienti. Tanto che il servizio si è trasformato in uno sportello psicologico on line. Ecco perché chiediamo che siano stanziati fondi e risorse per il benessere dei giovani”. E rilancia “Con il Movimento 5Stelle abbiamo battagliato con emendamenti e mozioni sull’educazione all’affettività, ma non abbiamo trovato ascolto da parte di questo governo che è ideologizzato. Da parte nostra, continueremo a lavorare, per cercare di mettere un argine ai fenomeni di violenza”. Spiega come “Solo dopo il Covid si è cominciato a parlare di salute mentale, in precedenza la politica si è sempre occupata poco di questo tema. Ecco perchè non dobbiamo sorprenderci se crescono tra i giovani fenomeni come ansia, depressione e i casi di hikikomori. E’ un problema che è stato a lungo trascurato e che solo oggi è entrato nel dibattito pubblico”.
Matteo Pinchera, referente giovani dei 5Stelle, spiega come “Siamo qui per ascoltarci e confrontarci insieme a tante associazioni del territorio e a esperti del settore con il sostegno dell’onorevole Di Lauro che ha portato avanti molte battaglie su questo tema. Noi giovani siamo il presente e il benessere psicofisico resta una delle nostre priorità, ancora più forte in una provincia che si fa simbolo dell’isolamento e dello spopolamento con cui devono fare i conti le aree interne”. La psicologa Marianna Patricelli evidenzia come “I giovani mostrano un grande disorientamento e senso di solitudine, nell’era dei social che dovrebbero ridurre le distanze diventa sempre più difficile stabilire relazioni autentiche. Tutto resta sul piano virtuale. Ecco perchè noi adulti dobbiamo tornare ad essere modello per i giovani. La scuola, le famiglie devono tornare ad essere una guida. Mentre i genitori fanno fatica a trovare un equilibrio tra l’essere iperprotettivi o quasi completamente assenti. Sono tanti i giovani che vengono a bussare alla porta del mio studio e chiedono aiuto perchè non hanno la solidità necessaria per affrontare scelte o delusioni”. Valentina Giangrieco, psicoterapeuta, evidenzia la disconnessione tra il vissuto dei giovani e la visibilità del loro disagio “La necessità che avvertono è quella di imparare a gestire le emozioni, di accettare sofferenze, ansie e frustrazioni, di superare l’idea che il valore personale dipenda dal giudizio degli altri. Manca loro una bussola interiore e nessuno insegna loro come rintracciarla. Di qui l’importanza di educarli alla consapevolezza della differenza tra mondo visibile e invisibile, tra idee e azioni che scegliamo di mettere in campo. Fondamentali sono anche gli interventi della scuola che deve trasmettere competenze affettive, non solo educative, attraverso strumenti esperienziali”.
Il professore Pellegrino Caruso chiarisce come sia fondamentale avvicinare i giovani alla politica, insegnare loro ad operare con coraggio nella società, sull’esempio del De Sanctis. Francesca Fabrizio dell’Unione dei Giovani di Sinistra evidenzia come il malessere psicofisico che vivono i giovani sia determinato da fattori economici e politiche culturali e sociali “Chiediamo che sia garantito il diritto alla mobilità e alla salute, dai trasporti ai medici di base, che sia facilitato l’accesso ai servizi di curo. Chiediamo da tempo l’istituzione della figura dello psicologo di base, da questo punto di vista la Campania è l’unica regione che ha approvato una legge regionale, così come riteniamo necessario che tutte le scuole si dotino di uno sportello psicologico. Ma soprattutto dobbiamo ricostruire il tessuto sociale”. Antonella Esperto dell’Arci pone l’accento sul ruolo cruciale delle associazioni che hanno cominciato ad offrire servizi ai giovani, partendo dalla consapevolezza della necessità di una rete tra istituzioni, privati e terzo settore ed evidenzia come sia necessario “lavorare per rispondere alle esigenze delle famiglie delle persone con disabilità, immaginando strutture che possano accompagnare nel Dopo di Noi e al crescente disagio delle donne madri”. Mentre Giacomo Galluccio dei Giovani Democratici ricorda come il benessere dei giovani sia decisivo per la tenuta delle istituzioni. Giulia Perfetto, pedagogista presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Salerno spiega come “Oggi facciamo i conti con una forte mancanza di empatia, di riconoscimento dei bisogni altrui. Mentre è fondamentale cooperare, fare rete tra scuola, istituzioni e politica, chiamata a fare la propria parte per sostenere i centri riabilitativi e le famiglie che oggi chiedono di non essere lasciate sole”.












