Il giovanissimo nolano, di appena 17 anni, Lorenzo Iossa pubblica il libro: ‘’Giovanni e Beatrice i miei nonni’’ Storia di un legame che mi ha cambiato la vita. Edizioni Neomediaitalia. Il libro è stato presentato presso il MuseoPossibile di Nola, di arte contemporanea, ex scuderie del seminario vescovile, presidente Vladimiro Capasso. Sono stati presenti: l’attore Arturo Sepe, Felice Peluso presidente dell’AIDO sez. Nola Cimitile, Antonella Sommese docente e ‘’parte in causa’’. Giovanni e Beatrice i nonni di Lorenzo. Francesco De Rosa editore e giornalista e artista, Felice Granata proloco Cimitile, Vladimiro Capasso presidente del MuseoPossibile, Rosa Barone socia fondatrice dell’associazione culturale Passepartout e Lorenzo Iossa l’autore. A condurre l’evento la giornalista, scrittrice e musicista Filomena Carrella e l’autore. ‘’ Di stile narrativo assai limpido come può essere il racconto di uno studente 17enne che non si sente per nulla fuori dal comune, che mantiene umiltà e semplicità, che ama lo sport e la sua età. «Questo libro – scrive Lorenzo –ripercorre la straordinaria vita dei miei nonni, Giovanni e Beatrice, due persone con caratteri diversi, se non opposti, che hanno affrontato insieme le dure sfide della vita e mi hanno sempre sostenuto ed appoggiato nelle mie. Il nonno Giovanni ovvero una vita dedicata interamente al lavoro e ai viaggi che esso ha determinato. La nonna Beatrice con un’esistenza ben più tranquilla e quindi con tanto più tempo da trascorrere con la famiglia. Eppure ugualmente immersa nel lavoro domestico e nei rivoli delle sue pause che ha dedicato alle sue passioni.
Con dettaglio ho voluto raccontare emozioni, esperienze ed aneddoti del mio e del loro vissuto trasmettendo, per intero, i valori dei loro tempi e tutta la bellezza di un rapporto speciale, come è stato ed è, tra me e loro. Un rapporto fuori dal comune tenuto vivificato da affetto e profonda stima. Che mi ha ispirato, dalla prima all’ultima pagina, non il racconto di una semplice storia personale ma la testimonianza personale di quell’incontro che può esserci tra generazioni oggi distanti e diversissime eppure vicinissime dacché rami cresciuti a ritmi e stagioni diversi sopra quello stesso albero che ci dà vita e ci alimenta». «Sono un ragazzino di nome Lorenzo ed ho deciso di raccontare la storia dei miei nonni materni, ma in un modo speciale che spero possa catturare la vostra attenzione. Abito in un piccolo paese in provincia di Napoli, che gli amanti della storia potrebbero conoscere, ovvero Nola. Per farlo capire a tutti, questa è una famosissima provincia romana conosciuta anche perché possibile luogo di morte del celebre Ottaviano Augusto. Casa dei miei nonni dista circa due chilometri da casa mia, il che è molto positivo perché posso raggiungerli a piedi impiegando una mezza oretta, in bici impiegandoci circa 10 minuti oppure con la macchina in un batti baleno. A ogni modo, io non abito da sempre qui, ma per questioni lavorative abitavo in Toscana e mi sono trasferito da pochi anni, ma comunque il legame coi miei nonni materni c’è sempre stato. Rimanendo in tema presentazioni, i miei nonni si chiamano Giovanni e Beatrice ed hanno uno 80 anni e l’altra 70 (insomma sono dei nonni abbastanza giovani). Loro, a differenza mia, hanno sempre abitato qui. Ovviamente era doloroso sia per me che per loro essere così distanti (considerate che senza contare traffico e inconvenienti vari impiegavo cinque ore di macchina per raggiungerli), ma non c’era altra soluzione. Il desiderio di vivere insieme o vicini era ardente soprattutto in quel periodo, così mia madre, dopo diversi tentativi, è riuscita a ottenere il trasferimento e di conseguenza lo ha ottenuto anche mio padre».



