Le regionali delle Marche non segnano la fine del Campo largo ma poco ci manca. Quando sono state scrutinate la metò delle sezioni, già risulta chiaro il crollo del M5s, dal 13,6% delle politiche del 2022 al 5,2,6 %, mentre il Pd secondo i primi dati sale al 22,78 rispetto al 20,4% delle politiche.
Si conferma alla guida della Regione il presidente uscente Francesco Acquaroli di FdI, che supera il 52 per cento, e stacca così il candidato del Campo largo, Matteo Ricci, fermo intorno al 44 per cento.
Fratelli d’Italia cala di un punto rispetto al 29,1 % delle politiche. Forza Italia all’8,2% è il secondo partito del centrodestra mentre la Lega al 7,15% perde due punti rispetto alle politiche.
Il primo a dirsi soddisfatto è il leader di Fi, Antonio Tajani, ministro degli Esteri: “Dedichiamo questi lusinghieri risultati di Fi a Silvio Berlusconi, visto che oggi sarebbe stato il suo compleanno. Dedichiamo a lui il nostro ottimo risultato che si sta prefigurando nelle Marche e lo straordinario risultato di Fi in Valle D’Aosta. Siamo stati protagonisti della vittoria di Acquaroli. Siamo la seconda forza del centrodestra, vogliamo ringraziare i nostri dirigenti”.
Intanto si vota in Calabria, dove domenica 5 e lunedì 6 ottobre si sfideranno Roberto Occhiuto di Forza Italia e Pasquale Tridico del M5s. Il centrodestra parte in vantaggio ma il M5s punta sul reddito di dignità. Il M5s potrebbe reggere, non sprofondare come nelle Marche.
E comunque il centrosinistra ha tutto il tempo di rifarsi nelle tre regioni più grandi, dov’è favorito: Toscana, Campania e Puglia (il Veneto è già perso). Nel peggiore dei casi, tra centrodestra e centrosinistra potrebbe finire tre pari. E’ presto per tirare le somme.



