Valle Ufita – Inizio d’anno tra dubbi e speranze, oltre che certezze fin qui ancora da verificare, alla Menarini s.p.a. di Flumeri. Appello alla Regione Campania da parte dei sindacati Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Uglm: al presidente della Regione, Roberto Fico e al nuovo assessore ai Trasporti di palazzo Santa Lucia, Mario Casillo. Perché si possano rendere effettivi gli ordini, di 47 autobus, di una gara vinta già lo scorso anno dalla fabbrica di valle Ufita. Oltre a questo, per cui si andrebbe avanti per almeno un altro mese e mezzo, e di questi tempi sarebbe come dare ancora qualche boccata di ossigeno, i sindacati si rivolgono anche al “senso di responsabilità del governo” visto che alla Menarini sono stati assegnati 500 autobus da fare provenienti da altre gare Consip.
Mentre i 330 addetti effettivi e gli altri 80 con contratto a tempo determinato aspettano. E per tutte le tute blu, se tutto questo non dovesse accadere, potrebbero esserci problemi seri. In quanto, soprattutto per quanto riguarda l’appalto regionale, non si darebbe il via, il prossimo mese, alla cassa integrazione a zero ore.
Poi si parla di una rimodulazione organizzativa perché, senza le commesse che si aspettano, assisteremmo alla riduzione dei turni di lavoro. I sindacati denunciano “da tempo la contrazione delle commesse, che arrecano una condizione di forte incertezza produttiva ed occupazionale”.
E che, ovviamente, riguarda anche l’indotto. Quindi giudicano “paradossale” questa situazione. Perché “esistono – dicono le sigle sindacali – ordini già disponibili”. Inoltre sarebbe tutto “in netto contrasto con i finanziamenti pubblici per il Tpl”, derivanti dal Pnrr. E in questo modo, ribadiscono le segreterie provinciali, il “processo di rinnovo del parco automezzi non è accompagnato da una chiara strategia di valorizzazione della filiera industriale nazionale”.
Non ci si è accorti, ma è un eufemismo, delle ricadute industriali ed occupazionali che, infatti, sono “insufficienti rispetto agli obiettivi di sviluppo e sostenibilità” proposti dal Piano di ripresa e resilienza. Insomma quella che riguarda la Menarini di Valle Ufita, concludono i sindacati, dovrà essere una questione non soltanto affrontata in sede regionale ma anche con una Conferenza Stato-Regioni, attraverso cui si prendono le decisioni delle politiche industriali, della mobilità e dell’utilizzo delle risorse pubbliche. Con una speranza: quella di una “strategia condivisa” tra Regione Campania e Regione Emilia Romagna, visto dove si trovano i due importanti siti produttivi.



