Valle Ufita -“Quest’anno abbiamo costruito circa 400 autobus – dicono i vertici della Menarini nell’incontro che si è tenuto oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy”. Inoltre, hanno dichiarato di essere riusciti a normalizzare gli assetti produttivi. Tanto da poter sviluppare, da qui al mese di giugno dell’anno prossimo, nuovi modelli per completare tutta la gamma che va dagli 8 ai 18 metri. E solo dopo allora si penserà a farlo per quello che riguarda i sei metri.
I sindacati Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Uglm, tuttavia aggiungono che “la situazione è assai negativa sul versante dei carichi produttivi, che in particolare a Flumeri dovrebbero esaurirsi fra febbraio e aprile: a detta della Direzione aziendale, nel biennio 2024-2025 in Italia sono stati bandite gare pubbliche per un numero assai limitato di bus e per giunta anche le gare aggiudicate non stanno generando effettivi ordinativi”. E questo, sottolineano nel comunicato stampa congiunto, “determinerà,purtroppo, il ricorso alla cassa integrazione nei reparti produttivi e a ben vedere mette a rischio il futuro stesso di Menarini”. Un modo c’è per uscire da questa impasse.”Solo lo sblocco e la aggiudicazione di nuovo bandi può dare evidentemente un futuro alla nostra industria di autobus”. Mentre, intanto, si addensano nubi scure”sullo storico stabilimento di Bologna, dove permangono le incertezze legate alla destinazione e alla proprietà degli spazi produttivi oggi di proprietà di Leonardo Spa, a cui si aggiunge la proroga della CIGS per il 2026 che sarà oggetto di incontro in Regione Emilia Romagna il 18/12/2025″.
Quindi, ancora nellariunione di oggi al Mimit,”come sindacato abbiamo chiesto al Governo di svolgere un ruolo di regia per difendere la mobilità sostenibile e l’industria nazionale; il ministero si è detto pronto ad attivarci per poi riconvocare il tavolo di confronto a inizio 2026″.



