Una mobilitazione per chiedere una revisione del ddl Bongiorno, che interviene sull’articolo 609 del codice penale in materia di violenza sessuale, nel giorno in cui, trent’anni fa, le donne italiane ottennero il riconoscimento della violenza sessuale come reato contro la persona e non la morale. Tante le associazioni e cittadini comuni che sono scese in piazza ieri a Napoli, in contemporanea con altre città d’Italia, tra loro anche la Cgil Avellino per ribadire che “il Ddl Bongiorno che rappresenta un arretramento nella tutela contro lo stupro”.
“Meglio nessuna legge che questa legge”, sostengono i partecipanti. La data scelta per la manifestazione è simbolica: il 15 febbraio 1996 il reato di stupro veniva riclassificato come reato contro la persona e non più contro la morale pubblica, segnando una svolta nell’ordinamento. Presente al presidio il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha parlato di “vergogna” per un provvedimento che, a suo avviso, segna un arretramento sui diritti delle donne “proprio quando abbiamo una premier donna”. Fico ha ribadito l’impegno della Regione nel contrasto alla cultura maschilista e prevaricatrice.





