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Montella, tra Fico e De Luca jr patto per le aree interne. E sull’Alto Calore: no ai privati

Tra Piero De Luca, candidato unitario al congresso del Pd regionale, e Roberto Fico, candidato alla presidenza della Regione Campania, fila tutto liscio. Sono in sintonia, nonostante il governatore Vincenzo De Luca continui a mettere in discussione il Pd di Elly Schlein e il patto con i 5stelle, il Campo largo, l’alleanza per le regionali.

L’importante è che ci sia accordo sulle cose da fare e sui valori da condividere, affermano all’unisono durante un confronto – moderato dal Gianni Colucci del Mattino – organizzato in occasione della Festa dell’Unità a Montella.

Rino Buonopane, sindaco di Montella e presidente della Provincia, apre il dibattito mettendo in evidenza le criticità delle aree interne.

Lo spopolamento delle aree interne è la prima emergenza, dice. “Si tratta di un declino drammatico, l’Irpinia perde 3 mila persone all’anno: vanno via dalle aree interne.

E secondo il ministro Tommaso Fofi non c’è altro da fare che accompagnare le comunità delle aree interne in un declino onorevole.

Noi siamo convinti di poter invertire questa tendenza, inventando soluzioni nuove, costruendo una prospettiva per le aree interne. Vogliamo che un futuro ci sia anche per queste zone, perché è mortificante vedere i nostri ragazzi costretti ad andarsene senza avere le stesse opportunità degli altri. Andare via, magari per poi tornare, deve essere una libera scelta non un obbligo. La politica deve impegnarsi perché questo accada.
In passato una visione fu costruita: si inventò l’’industria di montagna’ per dare una speranza ai territori. Oggi dobbiamo avere lo stesso coraggio di immaginare.

Un tema cruciale – per Buonopane – è quello dell’acqua: siamo la terra delle sorgenti, portiamo acqua a milioni di cittadini, eppure in tante case dell’Irpinia l’acqua manca. È un paradosso. Serve un piano serio, e il piano di autonomia idrica promosso dal presidente De Luca e dall’assessore Bonavitacola va in questa direzione. Ma occorre fare presto. Fare presto anche per l’Alto Calore: è un patrimonio pubblico sull’orlo del fallimento. Bisogna salvarlo con ogni sforzo.
C’è poi la questione delle infrastrutture: il capoluogo non ha un collegamento ferroviario. Eppure la linea Avellino–Rocchetta fu inaugurata 1895. Tra poco ci saranno zone dell’Irpinia attraversate dall’Alta Velocità che però non sono collegate al resto del territorio irpino”.

E’ per fare fronte a questo tipo di criticità il centrosinistra è unito.
“Abbiamo dimostrato spirito di servizio, maturità superando le divergenze. Dobbiamo essere uniti nelle diversità. Abbiamo punti programmatici che ci caratterizzano. Altrimenti saremmo un unico partito. Abbiamo deciso di fare sintesi per costruire una alleanza progressista fondata su alcuni valori comuni e proposte credibili per i nostri cittadini. Dobbiamo confermare e valorizzare i risultati positivi raggiunti dalla Regione Campania”, afferma De Luca.

“Abbiamo già governato insieme con il Governo Conte II, abbiamo dimostrato che è possibile.
E le ragioni dell’unità – sottolinea – sono oggi più forti che mai: difendere la sanità pubblica, l’ambiente, lo sviluppo sostenibile, l’acqua come bene comune.

Oggi si apre una nuova fase, e la affrontiamo proprio qui, in una regione dove le sfide sono state tra le più complesse. Difenderemo la Campania, difenderemo il nostro Paese, partendo dai territori e dalle comunità locali”.

Fico sottolinea i valori fondanti del Campo largo: “I principi della partecipazione, dell’etica pubblica, della legalità e della solidarietà verso chi è più debole devono restare il cuore della nostra azione politica.

La sanità pubblica – aggiunge – è un asset strategico da difendere con forza.
Un tema centrale è quello dell’acqua: l’Alto Calore, da quando nel 1994 è stato trasformato in società per azioni, ha mostrato gravi inefficienze ed è oggi in concordato preventivo. Dobbiamo chiederci che tipo di manager ci siano stati. La risposta è chiara. Servono dirigenti pubblici competenti, all’altezza della sfida. L’acqua è un bene comune essenziale, un monopolio naturale: non possiamo regalarlo ai privati. Bisogna evitare la privatizzazione e salvare l’Alto Calore come azienda pubblica al 100%. Anche le assunzioni dovranno essere regolari e trasparenti, E i dirigenti competenti”.

Attenzione massima va riservata alle aree interne: “La nostra campagna elettorale è partita dal Cilento, passando dall’Irpinia andremo poi nel Sannio.

Per le aree interne serve una unità di crisi, che lavori con sindaci e cittadini, occupandosi di cultura, trasporti, infrastrutture. Senza un intervento concreto rischiamo di perdere un patrimonio fatto di valori, identità, ritmi di vita che sono unici.

Lo stesso discorso vale per grandi opere come il Ponte sullo Stretto: dobbiamo chiederci quale impatto abbiano sull’identità dei territori. In Sicilia siamo all’assurdo, non ci si riesce a spostare all’interno della regione, ma si vuole fare un ponte con l’Italia”.

E avverte: “Nessuno ha la bacchetta magica, nessuno basta a se stesso. Le sfide sono complesse e vanno affrontate insieme, con spirito democratico e partecipativo”.

Rifiuti: “Servono più impianti di compostaggio. La Regione Campania ha fatto bene a non autorizzare né la quarta linea dell’inceneritore di Acerra né altri impianti simili. La raccolta differenziata deve crescere con il riciclo e la riduzione dei rifiuti alla fonte: così potremo chiudere progressivamente le linee di incenerimento”.

Sul reddito di cittadinanza: “Non voglio legarmi a una formula, ma difenderò fino in fondo quello che abbiamo realizzato. Se non ci fosse stato durante la pandemia, sarebbe stato un dramma sociale. Il sazio non crede al digiuno: ci sono troppe persone che non arrivano a fine mese. Dobbiamo pensare a loro, a chi non riesce a lavorare e a vivere con dignità”.

Infine il deputato Pd, Marco Sarracino: “Il centrodestra dopo dieci anni di opposizione in Regione Campania non riesce ad esprimere né un nome né un progetto politico credibile per le regionali. Parliamo della destra che oggi sostiene il governo più antimeridionalista della storia d’Italia: Giorgia Meloni ha fatto tagli su tutto e tra due settimane il centrodestra tornerà in Parlamento per discutere ancora dell’autonomia differenziata, salvo poi venire qui a fare campagna elettorale dicendo che il Sud è importante.

Noi non possiamo dimenticare che nel 2022 abbiamo consegnato il Paese alla destra proprio perché eravamo divisi. Oggi dobbiamo imparare da quella lezione e restare uniti. Quando le forze progressiste e riformiste hanno fatto squadra, i risultati si sono visti. Governiamo insieme a Napoli, Bologna, Emilia-Romagna, Umbria: sono esempi concreti. È su questa strada che dobbiamo continuare, con serietà e responsabilità, per dare un’alternativa credibile al Paese e al Mezzogiorno”.

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