Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento Roberto nuzzo ha disposto l’archiviazione del procedimento penale a carico di P. S. e L. T., titolari della Pizzeria Oasi di Ariano Irpino, assistiti dall’avvocato Guerino Gazzella. Archiviazione anche per il medico del pronto soccorso G.L.difeso dall’avvocato Giuseppe Romano.La decisione è arrivata dopo la camera di consiglio celebrata a luglio, fissata dopo l’opposizione dei familiari della vittima, rappresentati dall’avvocato Gerardo Giorgione, e del marito della stessa, con gli avvocati Giovanni Pratola e Fabio Di Donato, alla richiesta di archiviazione avanzata dal pm Marilia Capitanio.
L’indagine era stata avviata dopo il tragico decesso di Gerardina Corsano, avvenuto il 31 ottobre 2023, inizialmente ipotizzato come possibile conseguenza di un’intossicazione alimentare riconducibile ad un olio al peperoncino servito nel locale. Le approfondite verifiche disposte dall’Autorità giudiziaria e le consulenze tecniche effettuate nel corso delle indagini hanno accertato che non era presente alcuna sostanza tossica né traccia di botulino negli alimenti e negli ingredienti posti sotto sequestro. Un quadro probatorio che ha consentito al gip di escludere ogni profilo di responsabilità a carico dei titolari, sancendo la piena correttezza della loro condotta.
Restava da definire il destino del medico che aveva visitato Gerardina, morta “con elevata compatibilità ad una possibile esposizione ed intossicazione da fosfina”. Erano state queste le conclusioni alle quali erano giunti il medico legale Carmen Sementa, il professore Alessandro Santurro, dell’Università di Salerno, e il dottore Sebastiano Leone, direttore di Malattie infettive al Moscati di Avellino, ai quali era stato affidato l’incarico dell’autopsia. I tre specialisti avevano anche evidenziato “i comportamenti dei sanitari che ebbero a prestare cura e assistenza a Gerardina Corsano risultano sostanzialmente corretti e provi di profili di censurabilità, non ravvisandosi, nello specifico, condotte che con forza di nesso causale potessero modificare il corso degli eventi”.
Da qui l’archiviazione, perchè “alla luce delle considerazioni medico legali, che appaiono affondare su un’analisi critica e onnicomprensiva di tutti i dati a disposizione dei consulenti del P.M., non si rinvengono effettivamente profili di criticità nel comportamento dei sanitari che ebbero in cura la Corsano, ragione per la quale, disattendendo gli atti di opposizione, che peraltro neppure individuano specifici atti d’indagine suppletiva da compiere, idonei a superare tale convincimento, dev’essere esclusa la relativa responsabilità nella vicenda”.
“La decisione del Giudice conferma quanto sostenuto sin dall’inizio della vicenda. Dopo due anni, segnati da dolore e sospetti infondati, la verità è stata pienamente riconosciuta. Pina e Luigi hanno sempre operato nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e con grande senso di responsabilità verso la clientela. Questa ordinanza restituisce dignità a due persone oneste ingiustamente coinvolte in un dramma non dipendente da loro”, ha dichiarato l’avvocato Guerino Gazzella.



