“Dignità per il nostro lavoro”. Lo chiedono con forza i 60 operatori dello Stir che si occupano del trasporto dei pazienti da un’area all’altra dell’ospedale Moscati, dipendenti della società Epm. Ieri, accompagnati dai rappresentanti sindacali di Cgil Filcans, Uiltrasporti e Cisl Fisascat, hanno protestato davanti ai cancelli dell’Azienda Ospedaliera Moscati per rivendicare con forza i propri diritti. Uomini e donne che svolgono ogni giorno, con competenza e professionalità, il loro lavoro e domandano da tempo la stabilizzazione, come previsto da una disposizione della Regione Campania. Classificati come addetti alla movimentazione dei pacchi, sono nella pratica quotidiana operatori sanitari che lavorano a stretto contatto con i pazienti, una qualifica non riconosciuta dall’inquadramento contrattuale, che si limita a una generica formula di operatori multiservizi. I lavoratori denunciano turni massacranti e uno stipendio che non raggiunge i mille euro al mese malgrado “svolgiamo un servizio importantissimo per l’Ospedale Moscati, trasportando pazienti nelle sale operatorie o negli spazi dove svolgere terapie. Accompagniamo uomini e donne che hanno bisogno di assistenza, a volte bambini o malati oncologici, il nostro è un ruolo delicato, non possiamo essere considerati come semplici operai. Ecco perchè chiediamo al Moscati di essere stabilizzati e internalizzati, facendo sì che questo servizio non sia assegnato a una ditta esterna”. Sono decisi a portare avanti la protesta, facendo sì che la vertenza arrivi sul tavolo del Prefetto, o cominciando con lo sciopero, facendo appello alla Regione: “Così, spiegano, non possiamo andare avanti”.




