Maria Grazia Cataldi
Un rapporto di stima, diventato negli anni di profonda affettuosa amicizia, mi legava a Nicola Di Guglielmo. Un rapporto iniziato nel 1989, quando, accompagnato da trentaquattro soci fondatori, dava vita alla nuova Società Storica Irpina, riproponendo, non a caso, anche nel nome il sodalizio culturale che, tra il 1931 e il 1934, aveva raccolto intorno a sé personalità di spicco dell’ambiente socio-culturale locale con lo scopo di “promuovere gli studi di storia e di letteratura regionale irpina”.
Una vera e propria Società di Storia Patria, dunque, che attraverso la pubblicazione di una sua rivista, la Rassegna Storica Irpina, dovesse contribuire a rafforzare il concetto d’identità territoriale promuovendo la ricerca storica e diffondendone la conoscenza.
Un percorso non sempre facile ma che non si è mai interrotto, riprendendo anzi recentemente nuova vitalità, grazie alla ferma guida di Nicola Di Guglielmo, il quale dell’associazione è stato promotore e anima e l’ha tenuta in vita tenacemente fino ad ora.
Ora che ci ha lasciati, ci resterà il ricordo di un uomo dalla forte personalità, fiducioso nel valore della “memoria”, amante della sua terra, appassionato studioso, non privo di spirito critico, della storia.







