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Scambio elettorale politico-mafioso, arresto bis per l’ex presidente della provincia di Salerno Franco Alfieri: le reazioni politiche

“Fermo restando il garantismo nei confronti degli indagati, valore che da sempre ci caratterizza, non possiamo fare a meno di provare profonda inquietudine davanti al sistema di potere che viene delineato da queste indagini, che denunciano una inaccettabile logica di commistione tra Istituzioni, imprese e criminalità». Lo afferma Severino Nappi, capogruppo della Lega nel Consiglio regionale della Campania a seguito del secondo arresto di Franco Alfieri dopo la misura cautelare disposta dalla Sezione Operativa della Direzione Investigativa Antimafia di Salerno.

«Ringraziamo le forze dell’ordine e gli inquirenti e confidiamo nel loro prezioso lavoro affinché sia fatta totale chiarezza sull’ennesima vicenda torbida che si registra nella nostra regione e che vede coinvolta ancora una volta la sinistra», conclude Nappi.

«Il nuovo arresto dell’ex sindaco del Pd di Capaccio Paestum, Franco Alfieri, rappresenta l’ennesimo episodio a tinte fosche che si abbatte sul territorio. Quanto accaduto è gravissimo». Così, in una nota, il deputato campano della Lega Attilio Pierro.«Auspichiamo che venga fatta presto chiarezza da parte degli inquirenti circa l’accusa di scambio politico mafioso innanzitutto per dare un segnale chiaro a questo versante della nostra regione, che non merita di vivere con lo spettro di azioni illecite o ingerenze di alcun tipo nelle istituzioni chiamate a dare risposte ai cittadini», sottolinea Pierro.

«Apprendo con favore che la commissione parlamentare Antimafia abbia chiesto gli atti dell’indagine che ha portato agli arresti compiuti stamattina dalla Dia di Salerno, per il presidente della provincia di Salerno Alfieri e per altri componenti della sua amministrazione. L’accusa nei loro confronti è molto grave: voto di scambio politico-mafioso. Occorre pertanto fare piena luce. Sarebbe interessante conoscere la posizione pubblica del Pd». Così in una nota il senatore di Fratelli d’Italia Sergio Rastrelli, segretario della commissione Giustizia.

«Il nuovo arresto del braccio destro del Presidente della Regione Campania del PD, De Luca, Franco Alfieri, riguarda un’inchiesta sullo scambio politico-mafioso. Si tratta, quindi, di uno sviluppo inquietante. Ricordiamo che Alfieri è stato su mandato di De Luca, nel passato organizzatore di eventi o, addirittura, di ‘fritture di pesce’ che De Luca esortava a promuovere proprio per l’acquisizione di voti popolari, in occasione di referendum e altre consultazioni». Lo dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

«Si tratta, quindi, di un voto di scambio declamato e rivendicato apertamente dallo stesso De Luca. Alfieri sta a De Luca, come la frittura alla padella.

Si tratta di elementi strettamente connessi. Ovviamente, da garantisti, auguriamo a De Luca e Alferi gli esiti migliori possibili dell’inchiesta, ma prendiamo atto che la cappa che tiene stretta la provincia di Salerno e tante parti della Campania si sta rivelando, per l’appunto, quello che è. Una sorta di morsa – aggiunge – sulla quale le indagini devono essere tempestive. Ricordo che nel passato dei magistrati di Salerno sono diventati, con i voti di De Luca, parlamentari europei. Probabilmente su quei territori non è soltanto la politica a non funzionare, ma anche qualche altro settore dello Stato, compreso quello togato, dove più che la separazione delle carriere c’era la successione delle carriere».

«Sta crollando un sistema di potere di malapolitica che ha soffocato la regione Campania per tanti anni. Quello che sta emergendo dalle indagini è gravissimo: l’ex presidente della Provincia di Salerno ed ex sindaco di Capaccio Paestum Franco Alfieri, esponente del Partito democratico vicino al Presidente De Luca, è stato – nuovamente – arrestato nell’ambito dell’inchiesta sullo scambio politico-mafioso tra Campania ed Abruzzo. Siamo garantisti, ma non ingenui e i campani meritano di sapere la verità». Così il senatore campano della Lega Gianluca Cantalamessa, capogruppo in commissione Antimafia a Palazzo Madama e responsabile dipartimento Antimafia del partito.«Dal Pd e dalla sinistra attendiamo parole chiare dopo che per anni hanno gettato fango sui rivali politici con insinuazioni cadute nel nulla», conclude.

«Ancora un arresto per l’ex presidente della Provincia di Salerno Franco Alfieri. Ancora uno scandalo si abbatte sul sistema di potere del centrosinistra e di Vincenzo De Luca in Campania. Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura non possiamo non sottolineare come il Pd nazionale e locale non abbia fatto e non faccia nulla per combattere questa piaga. Aspettiamo una parola chiara da Elly Schlein e dai suoi compagni, sempre pronti a puntare il dito contro chiunque». Lo afferma il deputato di Fratelli d’Italia Michele Schiano Di Visconti coordinatore provinciale di Fdi a Napoli.

«Dall’operazione della Dia di questa mattina, stando a quanto si apprende, emerge un quadro ancor più grave. Le nuove accuse ci confermano che, purtroppo, non è sbagliato parlare di “Sistema-Cilento”. Anzi». Lo ha detto il deputato Pino Bicchielli, vicepresidente del gruppo Noi Moderati alla Camera dei Deputati e coordinatore del comitato d’inchiesta “Sistema-Cilento”, incardinato nella Commissione Antimafia.

«Tra i nuovi arresti figura anche un’amministratrice locale, la candidata più votata alla scorsa tornata comunale. Questo dimostra, in base alle accuse mosse, che la vittoria bulgara di Franco Alfieri e della sua maggioranza era tutta una farsa – ha aggiunto il deputato salernitano – Non si può più restare in silenzio di fronte ad episodi simili che mettono in allarme anche la popolazione, oggi fortemente penalizzata da queste vicende giudiziarie».

“Dall’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno emerge un quadro preoccupante, che impone una seria riflessione su come assicurare amministrazioni libere da ogni ombra”. Dichiara Michele Cammarano, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, in merito all’operazione che ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di dieci persone, tra cui l’ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia di Salerno.

“Le gravi accuse emerse, tra cui lo scambio elettorale politico-mafioso, richiamano la necessità di un impegno fermo per difendere la legalità. È essenziale che la magistratura faccia piena luce sui fatti e che la politica si dimostri all’altezza del compito di garantire istituzioni credibili, trasparenti e lontane da qualsiasi condizionamento illecito”.

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