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Paolo Crepet: stiamo educando i giovani a non pensare. Ripartiamo dal valore delle relazioni

“Niente sogni, niente pensieri, la proposta è quella di non pensare più”. Si conferma irriverente e lucidissimo nella sua analisi del nostro tempo lo psichiatra Paolo Crepet, puntando l’indice contro il pericolo che oggi viviamo nel corso della sua lezione spettacolo “Mordere i cielo” in un Teatro Gesualdo gremito.” Le nuove generazioni – spiega – stanno crescendo con l’unica idea di essere mantenuti, di ereditare qualcosa. Ci troviamo di fronte a una cultura educativa che va verso una sola rotta, l’ozio. Niente orgoglio, niente dignità, niente fatiche, niente sacrifici”

Spiega che la cartella di scuola è metafora del primo sacrificio, “delle prime responsabilità che dovranno imparare a portare, a gestire, mentre oggi di fa si tutto per non caricarli questi piccoli uomini. Abbiamo poi ucciso il gioco. Non c’è posto per la creatività oggi”. Punta l’indice contro “Genitori carichi di ansie e psicolabili. E l’unica risoluzione ai problemi è rappresentato da Nintendo o dall’assistente elettronico Alexa. Ci siamo giocati il pensiero, le emozioni, le relazioni. A dominare è l’ignavia, la ricerca della comfort zone”. Di qui l’invito a mordere il cielo, a riappropriarsi del pensiero, unica soluzione per fermare la deriva che oggi viviamo

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